La storica rivista italiana del Collezionismo di Libri, Grafica & Antiquariato. Charta.

La rivista italiana del Collezionismo: Libri, Grafica & Antiquariato

William Wallace Denslow: Il Mago di Oz e…

Santo Alligo, originariamente edito in Charta, 130, pp. 30-35.

Negli Stati Uniti, alla fine del 1899 (ma con data 1900) uscì uno dei più famosi libri per ragazzi di tutti i tempi, The Wonderful Wizard of Oz, [Il Mago di Oz] scritto da Lyman Frank Baum. Le illustrazioni erano di W.W. (William Wallace Denslow), artista destinato a dividere a pari merito con lo scrittore sia la fama sia la ricchezza che il libro fruttò. Alle prime tre lettere in stampatello del suo cognome affiancò sempre uno stilizzatissimo cavalluccio marino, affinché il suo lavoro fosse riconoscibile al primo sguardo, tanto da divenire noto anche come “Den Hippocampus”.

William Wallace Denslow era nato a Philadelphia, in Pennsylvania, il 5 maggio 1856, da William Wallace Denslow Sr., farmacista e botanico e da Jane Eva. La sua famiglia si trasferì a Inwood-on-Hudson (New York) mentre era ancora bambino. Dal 1871 studiò alla New York’s Cooper Institute e già nel 1872 iniziò la sua carriera di illustratore presentando i suoi disegni a varie riviste. Nei due anni successivi proseguì gli studi alla National Academy of Design – anche se fondamentalmente fu un autodidatta – finché nel 1874, all’età di 18 anni, la rivista “Hearth and Home” pubblicò i suoi primi lavori.

Gran bevitore e gran lavoratore, William Wallace Denslow era un uomo eccentrico di grande mole, baffi da tricheco, voce tonante con un particolare senso dell’umorismo e una risata fragorosa. Difficile però convivere con lui: dal 1882 al 1911 ebbe tre mogli, dalla prima un figlio che non vide mai, tre divorzi e una quarta donna a cui lasciò quel che restava del suo patrimonio.

WILLIAM WALLACE DENSLOW E LA ROYCROFT ARTS & CRAFTS

Nel 1882 William Wallace Denslow aprì un suo studio a New York, disegnando illustrazioni per riviste e costumi teatrali, poi (1884) fu chiamato a collaborare all’“Herald Chicago”. Come artista freelance e giornalista viaggiò per gli USA, soggiornando per un breve periodo nel Colorado, quindi a San Francisco, dove iniziò a usare il suo simbolo dell’ippocampo. Una decina di anni dopo tornò a Chicago continuando a lavorare per l’“Herald Chicago”.

Nel 1896 fu il primo artista a collaborare con la Roycroft Arts & Crafts, una comunità di 500 artigiani fondata nel 1895 in East Aurora a New York e diretta da Elbert Hubbard. Destinata a influenzare fortemente lo sviluppo dell’architettura americana e del design del XX secolo, la Roycroft assunse l’ippocampo come simbolo della comunità. Oltre a progettare con la forma stilizzata del suo cavalluccio marino alari, arredi, guarnizioni, battenti, ceramiche da cucina, Denslow, fornì disegni per libri, copertine, manifesti, vignette satiriche e per le riviste “Philistine” e “The Fra” fondate da Hubbard nel 1895.

WILLIAM WALLACE DENSLOW E LYMAN FRANK BAUM

Nel 1895 Denslow conobbe al Chicago Press Club, lo scrittore Lyman Frank Baum (Chittenango, New York, 15 maggio 1856 – Glendale, Los Angeles, 6 maggio 1919), suo coetaneo e membro dello stesso club; un incontro fondamentale per i due autori. The Candelabra’s Glare, la prima raccolta di poesie composte da Baum, con una sezione finale dedicata ai bambini, conteneva due disegni al tratto di Denslow come di altri illustratori; l’opera, stampata privatamente da Baum in 99 esemplari nel 1898, fu decisiva per la crescita letteraria dello scrittore.

Così, l’anno successivo, con il solo William Wallace Denslow come illustratore, uscì Father Goose, His Book, raccolta di settantadue poesie “nonsense” pensate per bambini. In vendita nel mese di settembre 1899, il libro ebbe un’accoglienza strepitosa e fu apprezzato moltissimo anche da Mark Twain: fu venduto così rapidamente che meno di un mese dopo se ne dovettero stampare altre 10mila copie; a Natale erano state vendute oltre 75mila copie.

Le illustrazioni di Denslow superavano di gran lunga, per disegno e composizione, tutto quello che era stato fatto nei libri per bambini americani fino a quel momento, e il suo successo diede il via a numerose imitazioni. In seguito al trionfo di Father Goose, His Book, George M. Hill pubblicò nel 1900 – con i versi di Baum, i disegni di Denslow e le composizioni musicali di Alberta Neiswanger Hall i quali si spartirono in parti eguali il copywriter – The Songs of Father Goose che però non raggiunse il successo del precedente volume.

Il libro conteneva solo illustrazioni in bianco e nero a piena pagina che penalizzarono la creatività e la versalità grafica di Denslow. In Father Goose, His Book il nome di Baum e di Denslow avevano la stessa dimensione di corpo, cosa assolutamente inusuale per il tempo; il copyright era dunque, in egual misura, sia dello scrittore sia dell’illustratore. Come abitudine consolidata, si intendeva per autore del libro il solo scrittore, mentre il disegnatore, che era citato in corpo più piccolo, aveva il compito secondario di illustrarlo.

Ma qui, come nel successivo volume, lo status di co-autori era del tutto legittimo. Infatti la loro collaborazione andava nei due sensi; a volte fu Denslow a creare le immagini sulle poesie di Baum, altre volte fu Baum a scrivere o rivedere i suoi versi in base ai disegni di Denslow. La maggior parte dei critici fu d’accordo nel dire che le illustrazioni del disegnatore superassero in eloquenza i versi di Baum; l’artista utilizzava le immagini come un dispositivo narrativo essenziale, non limitandosi a illustrare i versetti ma “scrivendo” con un disegno elegante e divertente a un tempo, e componendo la pagina in modo inusuale.

WILLIAM WALLACE DENSLOW, IL MAGO DI OZ

Quando Baum e Denslow sottoposero il progetto di The Emerald City all’editore Geo M. Hill, questi rifiutò per via della superstizione che nei suoi libri il nome di pietre preziose portasse sventura. L’opera fu allora pubblicata con il titolo The Wonderful Wizard of Oz. L’editore non sentendosi di rischiare da solo nell’impresa decise di coinvolgere autore e disegnatore nelle spese di pubblicazione.

Baum e Denslow – oltre al loro lavoro – coprirono i costi della stampa e della pubblicità, mentre Hill quelli della carta, della rilegatura e della distribuzione in tutti gli Stati Uniti. Furono stampate migliaia di copie (in poco tempo se ne vendettero più di 75mila esemplari), con alcune correzioni e varianti tra la prima e la seconda tiratura della prima edizione.

Quando Baum si rese conto dell’enormità di copie che si stavano vendendo (fu il regalo preferito dai bambini americani di quel periodo), ebbe sicuramente a domandarsi per quale motivo dovesse dividere le royalty con Denslow, oltre a spartire la paternità dell’opera. Ma William Wallace Denslow non aveva tutti i torti a sentirsi co-autore, in quanto buona parte del successo era dovuto proprio alle sue illustrazioni.

Quindi, per tutti i successivi volumi della saga di The Wonderful Wizard of Oz, Baum si rivolse a John Rea Neill (1877- 1933), che si accontentò della percentuale in uso tra gli illustratori, accettando anche di vedere il proprio nome in caratteri più piccoli al frontespizio. Alle fine di una battaglia legale durata diversi anni la paternità del Mago di Oz fu attribuita al solo Baum. Fu allora ben lontana l’intesa tra i due autori che Denslow sigillò nel colophon del libro, con le iniziali dei nomi B e D (e l’ippocampo) intrecciate alla & commerciale.

In seguito Denslow continuò a scrivere e disegnare per le ricorrendo ai personaggi del Mago di Oz insieme a personaggi di sua invenzione, ma in questi casi il copyright fu esclusivamente di Baum. Il libro di Baum voleva essere un libro per le nuove generazioni, dichiaratamente privo di episodi terribili e sanguinosi, per dare ai bambini storie spiritose, scritte con semplicità e senza l’affettazione e i sentimentalismo, tipici della letteratura per la prima infanzia di fine secolo.

Conteneva 24 tavole a colori fuori testo, usuali nei libri del periodo; era invece innovativo per le moltissime illustrazioni monocromatiche al tratto a piena pagina, che cambiavano di colore a seconda del capitolo. William Wallace Denslow disegnava con grande libertĂ : immagine con testo a fianco, capoversi molto grandi che entrano a far parte del disegno e illustrazioni sulle quali batte il testo.

Questa sovrapposizione non era però invenzione di Denslow, ma di Eugène Grasset che l’applicò nel 1883 in Histoire des Quatre fils Aymon, très nobles et très vaillants chevaliers, stampato a Parigi da Charles Gillot, fondamentale libro nella storia dell’illustrazione anche per questo connubio. Sia giusto o no, il nome di Denslow è irrimediabilmente legato al solo Mago di Oz, considerato il suo capolavoro. Con i guadagni derivati dal libro, Denslow acquistò Bluck’s Island nei Caraibi, incoronandosi Re Denslow I; sulla bandiera che sventolava sull’isola il re aveva disegnato il suo ippocampo.

WILLIAM WALLACE DENSLOW, ALTRE OPERE

Denslow utilizzò alcuni personaggi del Mago di Oz per libri e fumetti (come quello che ha per protagonista Billy Bounce, noto per essere uno dei primi eroi che ha super poteri) che nulla avevano a che vedere con quelli di Baum, e senza il benestare dello scrittore. Un libro significativo sotto questo profilo fu Pictures from The Wonderful Wizard of Oz, pubblicato nel 1903 da George W. Ogilvie & Co. di Chicago.

Le ventiquattro illustrazioni a colori del libro erano le stesse apparse tre anni prima nel mitico The Wonderful Wizard of Oz; il testo, che nulla aveva a che fare con lo scritto di Baum, fu redatto da Thos. H. Russell, il quale servì solo da accompagnamento alle immagini di Denslow, che con quella pubblicazione volle ribadire la totale proprietà delle immagini. Anche con l’albo Scarecrow and Tin-Man, pubblicato nel 1904 da G. W. Dillingham Co., Denslow riproponeva ancora i due personaggi del Mago di Oz.

Anche se i libri successivi creati da William Wallace Denslow non ebbero il successo commerciale di The Wonderful Wizard of Oz, non dobbiamo pensare che fossero meno belli e originali; anzi. Denslow’s Mother Goose, pubblicato a New York da McClure, Phillips & Co. nel 1901, ne è un primo, calzante, esempio.

Grandi illustrazioni a piena pagina che giocano con i colori verderosso-arancio-nero (che a volte si sovrappongono tra loro per creare altre nuances cromatiche), rigorosamente Ă  plat, poche e semplici poesiole calligrafate a mano, grande senso del ritmo e della composizione, fanno di Mother Goose, interamente dovuto a Denslow, un libro per bambini innovativo nel panorama editoriale mondiale del suo tempo.

Una collana del tutto eccezionale è rappresentata dai dodici fascicoli che compongono i Denslow’s Picture Books for Children, pubblicati da G.W. Dillingham Co. di New York nel 1903. Denslow aveva rivisto e adattato al gusto del tempo alcune delle migliori fiabe classiche eliminando ogni grossolanità e ogni crudeltà, nonché tutto ciò che poteva spaventare i bambini.

Ogni libro era pieno di illustrazioni dai colori brillanti, di azione e divertimento. Tra i titoli non potevano mancare Humpty Dumpty, Little Red Riding-Hood, Three Bears, Mary had a Little Lamb, Old Mother Hubbard, House That Jack Built, 5 Little Pigs, Tom Thumb, Jack and the Bean-Stalk. Non occorre dire che alla lettera H dell’Abc Book, l’artista disegnò l’ippocampo.

Fairbank’s Juvenile History of the United States, un delizioso libretto pubblicitario litografico, apparve nel 1911; lo commissionò a Denslow la fabbrica di saponi The N.K. Fairbank Co., di Chicago per narrare ai bambini la storia degli Stati Uniti, dalla scoperta di Colombo (1492) fino al 1907, toccando tutte le tappe significative della Nazione.

In ogni scena una scatoletta di Fairy Soap diviene di volta in volta: la scialuppa di Colombo con cui l’esploratore toccò terra, il tavolo su cui venne firmata l’Indipendenza, la tenda dell’accampamento di Washington… Dopo l’ultimo divorzio, avvenuto nel 1911, Denslow cominciò a bere pesantemente, così che ebbe difficoltà a trovare lavoro. Si trasferì allora a Buffalo, trovando occupazione presso la Società Litografia Niagara, che progettava opuscoli promozionali.

Tornò a New York due anni dopo, impiegandosi presso un’agenzia pubblicitaria, faticando però a sopravvivere con un modesto stipendio di 25 dollari la settimana. Il suo canto del cigno è rappresentato dalla copertina disegnata per il settimanale “Life” uscito il 13 luglio 1915: “How Perfectly Absurd!”: un paggio orientale con un coloratissimo turbante in testa sorregge nella mano destra un’asta con iscrizioni egizie, al suo fianco una mannequin con una lunga piuma sul piccolo turbante che arcuandosi in un cerchio fa della composizione un capolavoro di equilibrio grafico. William Wallace Denslow morì di polmonite all’età di 58 anni, il 29 marzo 1915 a New York City.

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