Dino Casagrande, originariamente edito in Charta, 181, pp. 56-59.
Grande attesa per la mostra del Libro Antico organizzata dall’ALAI (Associazione Italiana Librai Antiquari), assieme all’Antica Stamperia Armena di Venezia e con la collaborazione di NovaCharta. Un ritorno a Venezia dopo decine d!anni, lunghi anni di silente e innaturale assenza nel luogo dove la stampa eccelse, accompagnata dal brulicare di officine impressorie, rette da abili imprenditori e capaci maestranze.
Dopo le note vicissitudini che hanno travagliato il mondo del libro antico e dopo la pandemia che ha impedito gli eventi pubblici, si sono aperte le porte dell’antico palazzo veneziano Ca’Pisani Revedin, in Campo Manin, a due passi dal Ponte di Rialto. Manifestazione, è utile dire, ideata e promossa da Samuel Baghdassarian, soddisfatto della prima edizione che ha visto più di 3000 visitatori in 3 giorni.
Il sole ha illuminato le giornate di festa con i colori del carnevale ormai incipiente, che hanno reso gradevole la permanenza nella città lagunare. I librai antiquari italiani, con qualche presenza autorevole di librai francesi, inglesi e tedeschi, hanno disposto con cura nelle sale, che sembravano non reggere il peso dei visitatori nelle ore di punta, le loro preziosità più rare.
Mostra del Libro Antico, Venezia 2023: Espositori e Meraviglie
Abbiamo potuto notare, e anche salutare, i maggiori rappresentanti dell’antiquariato librario italiano e internazionale; per l’ILAB (International League of Antiquarian Booksellers) il presidente dott. Mario Giupponi, e, per quel che riguarda l’ALAI, il presidente dott. Gabriele Maspero con tutti i consiglieri. Presenza immancabile, con un suo appropriato spazio, anche la casa editrice NovaCharta che ha presentato la sua plurima, complessa e variopinta produzione editoriale.
Al centro delle sale si esponeva una mostra nella mostra, testi rari e rarissimi dedicati alla vita e alle memorie del grande avventuriero e scrittore veneziano di lontanissima origine spagnola, seduttore e libertino: Giacomo Casanova (1725-1798). Una mostra davvero importante ma inserita in un contesto che non ne ha favorito la fruizione tranquilla, mentre era degna di uno spazio tutto suo.
Tesori di grande rarità, di assoluta bellezza estetica e di rigoroso impatto grafico, opere celeberrime, e altre ignote ai più, esposte e percepibili perché lì a portata di mano, perché si potevano non solo vedere, ma anche toccare, prendere e maneggiare tra le dita, assaporando la grande storia e il vissuto che tenevano con sé, ancora adesso, nonostante i secoli trascorsi.
Vasta e interessante la selezione dei volumi e delle raccolte di stampe di interesse veneziano, soprattutto le serie di immagini, ad iniziare dai costumi: come la prima edizione del Vecellio (Venezia: Zenaro, 1590 in vendita da Mayfair Rare Books & Manuscripts (UK) a 8.500 euro, per passare poi (dello stesso venditore) alla celebre serie di “magnificentissime” vedute veneziane del Marieschi (prezzo a richiesta).
Tutta dedicata a Venezia la brochure de Il Polifilo di Milano, con una magnifica serie di otto grandi stampe rappresentanti le bissone allestite per la regata in onore di Gustavo III di Svezia per la sua visita a Venezia l’8 maggio 1785, tutte in delicata coloritura contemporanea (prezzo a richiesta). Pure da Il Polifilo, si evidenziavano per i vivaci colori, alcuni grandi manifesti gratulatori impressi in nero su seta, settecenteschi, e altri anche impressi in oro (quelli su seta a 750 euro), e inoltre una raccolta di opuscoli in dialetto veneziano, tra i quali spiccava Naspo Bizaro del Caravia, in seconda edizione (13.000 euro), più altri opuscoli messi in risalto dai vivaci colori delle copertine remondiniane.
La medesima libreria presentava una serie di raccolte di vedute fotografiche ottocentesche di Venezia, ricordo di viaggio (700 e 1.200 euro). Notevole presenza di vedute antiche di Venezia nel catalogo di Alessandro Borgato di Padova, con la rara serie di otto vedute con tecnica a gouache di Carlo Grubacs della prima metà dell’Ottocento (55.000 euro), proveniente dalla collezione di Italico Brass. Dello stesso studio era esibito un classico del grande cartografo veneziano Vincenzo Coronelli: L’Isolario, in due volumi (Venezia 1696-97 proposto a 50.000 euro).
Non sono mancate le cosiddette “gratulatorie veneziane”, ovvero snelli volumi pubblicati in occasione dell’assunzione di cariche importanti, nozze e monacazioni, rilegati in carta colorata con impresso lo stemma (o gli stemmi) del dedicatario e illustrati da fastose incisioni dei più importanti artisti veneziani o veneti del XVIII secolo: un secolo di grande sfarzo ma ormai al crepuscolo della Serenissima.
Molte le opere riguardanti gli statuti, la politica e la storia veneziana descritta dagli storici della repubblica come il Bembo, presente in un’edizione settecentesca su carta cilestrina (da White Lands Rare Books di Luca Cena a (900 euro) o il cinquecentesco Sabellico, edito a Milano da Da Ponte nel 1508 (da Borgato, euro 2.000). Notato anche un classico della xilografia quattrocentesca: il Liber Chronicarum di Hartmann Schedel, impresso a Norimberga (proposto a 75.000 euro).
In grande evidenza, visto il luogo dell’esposizione, posto a due passi da dove sorgeva anticamente l’officina aldina vicino alla chiesa di San Paternian (che non esiste più… ma vedi l’indicazione pavimentale nell’adiacente Campo Manin), le edizioni aldine ampiamente esibite in quasi tutti i tavoli, a volte con prezzi abbastanza accattivanti per i collezionisti.
Forse il libro più prezioso, la prima edizione dell’Iliade di Omero, impressa a Venezia nel 1526 da Stefano Nicolini da Sabbio, in legatura strettamente coeva, con il testo in greco; una legatura vicina, per uso di ferri simili, alla legatoria collegata all’officina aldina realizzata con il sistema “alla greca”, proposta dalla Librairie Clavreuil di Parigi alla cifra sbalorditiva di 200.000 euro.
Molte le belle legature d’epoca, in gran parte del XVI secolo, veneziane, lionesi e tedesche. Ogni libro prezioso dovrebbe avere la veste dell’epoca in cui fu impresso, anche se semplice e povera nei materiali, ma genuina. In questo senso la libreria Il Cartiglio di Torino presentava alcune belle legature cinquecentesche, tra le quali due legature tedesche in pelle di scrofa con ricche impressioni a secco (proposte rispettivamente a 750 l’Omero e a 3.250 l!edizione del Petrarca impressa a Venezia nel 1532 da Vidali).
Forse la più bella, però, era una legatura bolognese del Petrarca (proposta da Mayfair a 14.000 euro) e una coppia di straordinarie legature romane del maestro pontificio Nicholas Fery, detto Niccolò Franzese (sempre da Mayfair a 7.500 euro). Non molti i libri del Novecento, notato un testo caposaldo del Futurismo: Zang tumb tumb tuum di Filippo Tommaso Marinetti, in edizione originale, proposta da Il muro di Tessa a 4.000 euro. Un evento di grande spessore culturale che ci auguriamo si ripeta l’anno prossimo.
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