La storica rivista italiana del Collezionismo di Libri, Grafica & Antiquariato. Charta.

La rivista italiana del Collezionismo: Libri, Grafica & Antiquariato

Mario Sironi Cartellonista

Paolo Lombardi, originariamente edito in Charta, 116, pp. 40-45.

Rampollo di famiglia lombarda, nato casualmente in Sardegna, Mario Sironi (Tempio Pausania 1885 – Milano 1961) è celebrato nel mondo come uno dei maestri della pittura del Novecento e come animatore teorizzante tra i più significativi del movimento futurista. Altrettanto importante e ampia, ma meno conosciuta in modo ordinato, è la sua produzione come illustratore e cartellonista, che egli sviluppò lungo tutta la vita anche in una logica funzionale di sostegno regolare al bilancio economico della famiglia.

Afferma Lucio Scardino in una scheda biografica del 1986 “Epico, titanico, polimorfo, il geniale Sironi si dedicò anche all’illustrazione e al cartellonismo: secondo il giudizio di Mario Quesada (1941-1996) ‘il segno di Sironi s’immerge nel lago nero della china, la grafite si confonde alla tempera, l’immagine abbandona il circoscritto luogo dell’impaginazione e domina il foglio in una monumentalità che ingloba la pagina’”. Scrive a sua volta nel 1988 Heinz Waibl “[…] illustratore decoratore e scenografo partecipa alla vita artistica italiana per oltre vent’anni […] rivela una grande potenza espressiva con l’adozione di sfumati granulosi di effetto plastico”.

MARIO SIRONI: RIVISTE E LIBRI

La comparsa della sua firma in calce a una illustrazione per una rivista risale al 1905; il ventenne debuttante realizza tre copertine (n. 14, 27 e 33) per l’“Avanti! della domenica”, il supplemento settimanale illustrato, pubblicato soltanto per cinque anni (dal 1903 al 1907) prima a Firenze e poi a Roma, del quotidiano dell’ancora giovane Partito Socialista Italiano. Si tratta d’immagini di vita quotidiana di impianto ottocentesco, che rimandano alla maniera dello svizzero-francese Theophile Alexandre Steinlen (cfr. CHARTA n. 67).

Nel 1912 Mario Sironi viene chiamato a collaborare alla rivista “Noi e il mondo”, supplemento mensile del quotidiano romano “La Tribuna”, pubblicato dal 1911 al 1931 e diretto da Domenico Ventriglia; rimane in redazione – dove incontra tra gli altri A.G. Bragaglia, Bertoletti, Bonzagni, Cambellotti, Carena, Oppo, Prampolini, Terzi – fino alla primavera del 1916, quando si trasferisce a Milano dove pone fissa dimora. All’ombra delle guglie del Duomo, spesso citate nelle sue immagini successive, Sironi collabora con il settimanale politico illustrato “Gli Avvenimenti”, diretto da Umberto Notari, proprietario dell’Istituto Editoriale Italiano.

La terza redazione frequentata dall’artista è sul fronte di guerra in Veneto; chiamato alle armi, egli realizza infatti le prime tre copertine de “Il Montello. Quindicinale dei soldati del Medio Piave”, rivista trimestrale di trincea apparsa solo per quattro volte. In questo frangente fa conoscenza in particolare con Musacchio e Sinòpico, a cui resterà legato anche nel dopoguerra.

Ritornati a Milano e reindossati gli abiti civili, sarà proprio Sinòpico a introdurre Mario Sironi come collaboratore alle riviste apparse nel 1919: “Ardita – mensile del Popolo d’Italia” e “La Fiamma Verde – quotidiano degli studenti” pubblicato dall’Istituto Editoriale Italiano. Nel 1920 aggiunge alle collaborazioni quella con “Le Industrie Italiane Illustrate”, rassegna settimanale illustrata dell’industria italiana. L’anno successivo inizia a lavorare nel neonato “Domando la parola! Il Lunedì del Popolo d’Italia”, supplemento del quotidiano della “rivoluzione che inizia”, fondato nel 1914 da Benito Mussolini.

“Domando la parola!” è un settimanale umoristico illustrato, lo dirige Piero Mazzuccato ed esce il lunedì quando “Il Popolo d’Italia” non è in edicola: Sironi sviluppa qui la sua vena satirica. Nel 1922, nell’imminenza del passaggio di direzione del “Popolo d’Italia” ad Arnaldo Mussolini, Sironi incomincia a lavorare anche al quotidiano con il ruolo di vignettista politico, che svolgerà in modo continuativo fino all’ottobre del 1942 (il giornale cesserà le pubblicazioni l’anno seguente a seguito del precipitare dell’assetto politico nazionale). La cifra del suo contributo è tale che nel tempo gli viene affidata la responsabilità della grafica della testata per oltre vent’anni incaricata di esprimere la linea politica del governo e l’ideologia del PNF.

Il ruolo di Mario Sironi è centrale anche per la realizzazione degli altri due supplementi che, nati nel biennio 1922- 23, usciranno fino alla caduta di Mussolini: “La Rivista Illustrata del Popolo d’Italia” e “Almanacco Enciclopedico del Popolo d’Italia”. Il primo passa da bimestrale a mensile dopo un anno; è una rivista illustrata a grande tiratura e tratta argomenti vari: politica, arte, spettacolo, moda, sport; di grande successo la novella illustrata pubblicata su ogni numero. Sironi è il direttore grafico della pubblicazione. Il secondo ha cadenza annuale (dal 1932 l’aggettivo “fascista” sostituisce “enciclopedico”) e offre al pubblico il riassunto degli eventi salienti dell’anno appena concluso.

Qui l’impegno di Sironi è meno ampio e negli anni Trenta si concentra soltanto sulle copertine. Sempre nel 1922 Sironi collabora al lancio di “Gerarchia”, mensile che nasce con il sottotitolo di “Rivista politica”, sostituito dopo la Marcia su Roma da “Rassegna della Rivoluzione fascista”. Sironi realizza quasi tutte le copertine, “particolarmente curate e improntate a criteri di semplificazione estrema delle immagini con effetto di monumentalizzazione”, confrontandosi nel tempo con quattro direttori: Benito Mussolini dal 1922 al 1924, Arnaldo Mussolini nel 1925, a cui succede fino al 1933 Margherita Sarfatti; dal 1934 al 1943 Vito Mussolini.

Completa la serie delle riviste citate, sulla scorta dell’esaustivo catalogo Mario Sironi. L’Italia illustrata curato da Mariastella Margozzi e Piera Raum (Skira 2007), “La penna dei ragazzi”, nata nel 1930, trasformata nel 1933 in “Rivista fascista degli studenti” e nel 1934 in “Rivista della giovinezza”; Sironi collabora con i direttori Vittorio Mussolini e Ruggero Zangrandi dal 1932, anno in cui intraprende a lavorare alla realizzazione della Mostra della Rivoluzione Fascista.

Sironi debutta come illustratore di libri nel 1924 curando due libri per ragazzi: La casa della nonna (Vallecchi) e Storie di un micio bigio (Bemporad); soltanto dal 1948 riprenderà il genere con le copertine di due romanzi di Dino Campini Le piccole corna (Garzanti) e Crisaline (ed. Domani); nel 1955 realizza la copertina per la monografia di A. Pica Mario Sironi Pittore e l’anno seguente quella di Ission, dramma di Vincenzo Spinelli (ed. del Milione).

MANIFESTI

Le immagini di propaganda ideate da Sironi lungo un trentennio convergono su pochi temi trattati con particolare vigore: politica, comunicazione di massa, aviazione, automobilismo, eventi culturali, componenti industriali; non si conoscono suoi manifesti per beni di consumo o per il cinema. Futurista della prima ora, il giovane Sironi ama il volo e le macchine che consentono all’uomo di librarsi in cielo; gli annunci per la Coppa Baracca (1925) per il Raduno d’Ali (1927) per il dirigibile Gigante dell’Aria (1931) per l’Aviazione Fiat e per il Ventennale dell’Ala d’Italia (1939) sono riportati con frequenza negli studi sulla grafica futurista e citati come casi esemplari.

La scheda biografica di Sironi in calce a Cinquant’anni di immagini della più importante industria italiana (1984) osserva in modo puntuale: “Considerato l’illustratore per antonomasia del periodo fascista, Mario Sironi lavora molto per la pubblicità Fiat, in un arco di tempo che va dal 1936 al 1952. Particolarmente importante il bozzetto per la Fiat 500 in cui compare una granitica lupa capitolina che allatta i mitici Romolo e Remo e quello per la 508C. Nel 1936, alla VI Triennale di Milano, il padiglione della Fiat è dominato dalla creazione di Sironi che simboleggia il lavoro italiano per l’occupazione e lo sviluppo dell’Africa Orientale Italiana…”.

In effetti Mario Sironi firma numerose immagini che propagandano i progetti imperiali dell’Italia fascista disegnando volumi monumentali come scolpiti nelle rocce, sostituendo alla carne dei personaggi la pietra destinata a durare perenne; il rischio incombente della retorica è quasi sempre scongiurato dalla qualità artistica di linee, forme e superfici.

Diversa l’atmosfera dei vari manifesti dedicati a reclamizzare i quotidiani “La Borsa quotidiano finanziario” e le varie edizioni de “L’Ambrosiano”, fondato nel 1922 da Umberto Notari e uscito in edicola fino al 1944: qui prevalgono colori e luci meno cupi e le linee riecheggiano quelle tipiche del cubismo transalpino e del cubofuturismo russo, di cui ha notizie tramite Tommaso Marinetti reduce da un viaggio a Mosca e San Pietroburgo. La produzione di manifesti e di immagini pubblicitarie non è ampia: si fatica a elencare complessivamente quaranta titoli; ognuno di essi è però di qualità certa e di forte impatto emotivo.

IMMAGINI SCHEDATE DI MARIO SIRONI

1924 L’Ambrosiano; Lotteria pro mutilati del viso

1925 Coppa Baracca

1926 Prima mostra d’arte del Novecento Italiano

1927 Raduno d’Ali Aeroclub di Milano

1928 Exposicao Flutuante Italiana de a Mostras Mediterraneo/Atlantico; Mostra del Novecento Musicale Bologna

1929 MAG-SPINTER Odolini

1930 Cuscinetti a sfera RIV

1931 Il Gigante dell’Aria

1932 Fiat Balilla

1933 V Triennale di Milano; X Annuale Mostra della Rivoluzione Fascista

1934 Motore Fiat AS6 Primato assoluto di velocità; L’Ambrosiano edizione del mattino; L’Ambrosiano edizione del pomeriggio; L’Ambrosiano quotidiano illustrato

1935 Mostra Nazionale dello Sport; Fiat 500

1936 Fiat 1500 la vettura del silenzio e dell’eleganza; la 1500 invita al Sestriere; La Borsa quotidiano finanziario; Topolino Fiat

1937 Fiat 1500 in colonia; Pro Mutilati; Terni Soc. per l’Industria e la Pubblicità

1938 Fiat la nuova Balilla

1939 Fiat aviazione; La Vittoria alata XVIII AEF Ventennale dell’Ala d’Italia

1941 Legione romana e colonna militare in Africa Orientale; Legione romana e autocolonna militare in marcia sull’Amba africana

1942 E42 (per l’Esposizione Universale di Roma)

1950 Fiat Mirafiori

1953 Maggio Musicale Fiorentino

1954 Fiat 1900 A

PER SAPERNE DI PIÙ

G. Armellini, Le immagini del fascismo nelle arti figurative, Milano, Fabbri Editori, 1980

P. Ceserani, Vetrina del Ventennio 1923/1943, Bari, Laterza, 1981

A. Arbasino, G. Bulgari, Cinquanta anni di immagini della più importante industria italiana, Roma, Edizioni di Autocritica, 1984

P. Zanotto, Manifesti & Giornali: Cento Anni del Gazzettino, Museo Civico “L. Bailo”, 1986

F. Benzi, A. Sironi, Mario Sironi illustratore, Roma, De Luca, 1988

H. Waibl, Alle radici della comunicazione visiva italiana, Como, Centro di Cultura Grafica, 1988

G. Priarone, Grafica pubblicitaria in Italia negli anni Trenta, Firenze, Cantini, 1989

P. Sparti, L’Italia che cambia, attraverso i manifesti della raccolta Salce, Firenze, Artificio, 1989

S. Heller L. Fili, Italian Art Deco: Graphic Design between the Wars, San Francisco, Chronicle Books, 1993

M. Cirulli, M. Scudiero, L’Arte per il Consenso, New Jork, Publicity & Print Press, 2001

Pubblicità & Arte: Grafica internazionale dall’affiche alla Pop Art, a cura di C. Salsi, Milano, Skira, 2007

Margozzi & Raum, Mario Sironi e l’Italia Illustrata, Milano, Skira, 2007

P. Bolpagni, L’arte nell’“Avanti della Domenica”, Milano, Mazzotta, 2008

A. Sironi-Strausswald, C. Spadoni, E. Serri, Mario Sironi (1885-1951), Bologna, Edizioni Cinquantasei, 2011

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