La storica rivista italiana del Collezionismo di Libri, Grafica & Antiquariato. Charta.

La rivista italiana del Collezionismo: Libri, Grafica & Antiquariato

Marcus Osterwalder e il Dictionnaire des illustrateurs

Duccio Dogheria, originariamente edito in Charta, 116, pp. 68-71.

Tutti gli appassionati di illustrazione conoscono e consultano regolarmente l’Osterwalder, un dizionario in tre volumi di duemila pagine ciascuno, nel quale figurano (quasi) tutti gli illustratori del mondo dall’inizio del XIX secolo. Questa autentica bibbia, pur con i suoi limiti e i suoi difetti, è opera di una sola persona, ma di modestia a tutta prova! L’idea di questo dizionario nasce intorno al 1975 nei locali delle edizioni dell’École des loisirs, dove Marcus Osterwalder, zurighese di una ventina d’anni, lavora come grafico.

Il direttore Arthur Hubschmid andava stampando delle monografie su Grandville e Doré acquistate in Germania, che pubblicava con un supplemento in francese. Per lui era un modo poco costoso di lanciarsi come editore di arte grafica. Sfogliando i due volumi di mille pagine su Gustave Doré, Marcus li trova un po’ noiosi. Nello stesso periodo l’editore decide di pubblicare testi classici con illustrazioni gratuite di autori ormai di dominio pubblico.

MARCUS OSTERWALDER E ARTHUR HUBSCHMID

Per Don Quichotte si trovavano molte edizioni che riprendevano invariabilmente le illustrazioni di Gustave Doré. Marcus propone di trovare un altro illustratore, sempre spagnolo. E, cercando nelle biblioteche, si imbatte in un certo Daniel Vierge che trova altrettanto interessante di Doré. E scopre che non esiste alcun indice per sapere chi abbia illustrato quell’opera. Ne parla con Arthur Hubschmid: “Perché non potrei fare un dizionario degli illustratori?” Arthur risponde: “Prova!” Marcus si lancia.

Compila una lista di circa mille nomi e prevede di realizzare tre volumi che coprano il XIX secolo (il primo), il XX secolo (il secondo) e un terzo per il periodo da Gutenberg al 1800. Prevede una pagina per illustratore con una grande immagine e un breve testo contenente biografia e bibliografia. Alla fine del volume ci sarebbero stati un indice degli autori, un indice delle loro opere, nonché un indice dei temi principali (abbecedari, album per bambini, animali e caccia, ecc.). “Avevo 26 anni quando cominciai questo lavoro. Avevo voglia di fare questo libro che non esisteva. Immaginavo a cosa dovesse somigliare e pensavo che sarebbe stato utile, ma non ero sicuro che sarebbe stato mai fatto…”

MILIONI DI FOTOCOPIE, SCHEDE E CARTELLE

A Parigi Marcus può lavorare in molte biblioteche. “Un giorno andai alla Bibliothèque Nationale”, racconta. “Compilai cinque schede di richiesta a matita e aspettai tre ore facendo un giro nel quartiere. Al ritorno mi dissero che bisognava compilare le schede a penna! Attesi altre tre ore rifacendo un giro. Alla fine mi comunicarono che quattro libri erano introvabili e il quinto non conteneva illustrazioni! Non ho mai più rimesso piede alla BN!” Fortunatamente Marcus è quadrilingue: parla e legge il francese, il tedesco, l’inglese e un po’ di italiano.

Frequenta la biblioteca del Goethe Institut, dove ci sono molti libri sulla grafica, monografie, dizionari e, soprattutto, collezioni di riviste specializzate. Frequenta anche la biblioteca del British Council e quella dell’American College dove può prendere a prestito dei libri per riprodurne le figure al “Repromaster” (l’antenato della fotocopiatrice che prevede un passaggio in negativo!). Riempie migliaia di schede, le sistema in cartelle, a loro volta raccolte in classificatori.

Si compra dei libri in inglese come 200 Years of American Illustration, Illustrators of Children’s Books, Illustrators of the 1860’s, English Illustration: The Nineties, nei quali trova un buon numero di illustratori americani e inglesi come base di partenza. Va a Zurigo, dove alla biblioteca centrale gli danno in prestito tanti libri quanti ne può portare. Questo lavoro da certosino dura tre anni. Lavora la sera e nei week-end.

“Ho sempre fatto cose bizzarre, confessa. “Altri fanno sport o vanno a bere. Chi viveva con me era molto comprensivo.” All’inizio scrive i suoi testi a mano, poi li batte con due dita su una macchina da scrivere (il computer non esisteva). Poiché il suo francese non è perfetto, bisogna riscriverlo spesso. Si farà anche aiutare da un altro scrittore, Boris Moissard.

LAVORO D’AMATORE, DICONO GLI SPECIALISTI…

Il primo volume, stampato in cinquemila esemplari, appare nel 1983 presso Hubschmid & Bouret, perché Arthur Hubschmid pensa di poter sviluppare un settore adulto di edizioni grafiche, indipendente da l’École des loisirs. Ma i rappresentanti che diffondono i libri de l’École, sono spesso anziani professori che non sanno “vendere”. Per cui, esaurita la prima tiratura, il Dizionario verrà ristampato nel 1989, con qualche correzione e integrazione, dalle edizioni Ides et Calendes, ereditate da Alain Bouret, ex impiegato de l’École des loisirs. Presto gli specialisti stranieri dell’illustrazione contattano Marcus.

In Italia Paola Pallottino, la “papessa” degli illustratori, apprezza il suo lavoro ma gli segnala che mancano molti illustratori italiani, gli apre i suoi archivi e gli propone di collaborare. Incontra anche il tedesco Hans Ries, autore di un grossa raccolta sull’illustrazione in Germania, che gli rimprovera la poca serietà del lavoro e gli insegna metodi più scientifici. Di fronte a queste critiche, Marcus, insicuro, attraversa un momento di dubbio e si chiede se non sia il caso di gettare tutto nella spazzatura… Ma affronta ugualmente il secondo volume.

Un giorno ha un appuntamento con Jean Adhémar, all’epoca conservatore del dipartimento delle stampe alla Bibliothèque Nationale. “Arrivato da lui”, racconta, “vidi un omino seduto sulla sedia che mi guarda scoppiando in lacrime. Io avevo appena trent’anni mentre Jean Adhémar era un vecchio, avevo fatto un lavoro che non era certo perfetto come avrebbe potuto farlo lui, che non aveva mai avuto il tempo di farlo… Questo ha significato molto per me!”

Nel secondo volume, che esce nel 1992, il lavoro di Marcus migliora: gli specialisti italiani e tedeschi l’aiutano e ottiene anche l’accesso al fondo antico della Bibliothèque parigina de l’Heure Joyeuse, che accetta di prestargli libri rari. L’organizzazione dei testi si fa ora su un computer antenato del Mac. È assistito da riscrittori e documentalisti che vanno per lui alla BN a spulciare il dizionario manoscritto di un certo René Druart (1888- 1961) che non era mai riuscito a pubblicare il suo libro. Ma è solo al terzo che potrà cominciare a fare le ricerche su Internet. Questo volume appare nel 2005 e la sua tiratura è di duemila copie.

VERSIONE CARTACEA O VERSIONE VIRTUALE?

Oggi, mentre sta lavorando al quarto volume, Marcus si domanda se una versione cartacea abbia ancora senso mentre esistono siti Internet estremamente ricchi, con numerosi rimandi come per il cinema, mentre le tecnologie informatiche evolvono molto rapidamente. “Hans Ries, uno dei miei amici specialisti, che aveva lavorato anni a un’opera in tre volumi su Wilhelm Busch, si è visto rifiutare il lavoro dall’editore che non ne poteva più ricavare il guadagno corrispondente! È stato obbligato a rifare tutto su un altro software… Fortunatamente io lavoro su Mac e QuarkXpress sin dall’inizio.”

Con un sito Internet che lui vorrebbe gratuito (e non a pagamento come certi siti d’arte), non ci sarebbero più problemi di numero di pagine, di lunghezza dei testi e si potrebbe completarlo quando si vuole. Ma bisognerebbe trovare assolutamente dei finanziamenti. Esiste già un sito, appena sbozzato, supervisionato da sua moglie Annette, sul quale si può consultare l’indice di tutti gli illustratori citati nei tre volumi. Ma attualmente si possono leggere solo gli articoli corretti e integrati degli illustratori i cui nomi cominciano per A e B.

Ancora Marcus si domanda se non riunirà i quattro volumi in un solo enorme blocco che si potrebbe acquistare su un CD o un DVD. “Oggi”, confessa “io sono vecchio e anche il mio editore. Non ho più lo stes so dinamismo, ho problemi di memoria, ho bisogno di riposarmi nel week-end.” Procede lentamente revisionando il primo volume mentre lavora al quarto. Progetta di concludere il suo impegno di editore [Archimède, N.d.T.] a l’École des loisirs. Ma non è facile per lui dopo quarant’anni di lavoro nella stessa piccola équipe. E gli sarebbe difficile abbandonare gli autori che sono abituati a lui.

Malgrado tutti i difetti, il suo Dizionario si trova in tutte le biblioteche ed è diventato uno strumento di lavoro indispensabile per molti. Talvolta figura nel reparto dei libri per ragazzi che ne possono guardare le figure. È diventato un classico: si parla dell’Osterwalder per l’illustrazione, come del Bénézit per l’arte, del Gaumer per i fumetti, o del Solo per l’illustrazione dei periodici! Qualcuno si stupisce che Marcus sia ancora vivo, talmente il suo Dizionario è irrinunciabile da tanto tempo!

“In tutti questi anni”, conclude con l’abituale modestia, “ho fatto un lavoro stupido da documentalista, ho spulciato centinaia di dizionari, fatto migliaia di fotocopie, ritagliato tonnellate di articoli e li ho sistemati in innumerevoli classificatori. Il sabato, quando fuori splendeva il sole, mi ritrovavo nel mio studio a battere dozzine di titoli di libri svedesi di cui non capivo una sola parola con tutti quegli accenti bizzarri…

Era un lavoro da pazzi! Inoltre non ho mai fatto questo lavoro per denaro per – ché non mi ha fruttato quasi nulla in rapporto al tempo impiegato. Ma è un lavoro che mi ha appassionato! Infatti credo che il mio primo motore sia stato quello di provare a me stesso che potevo fare un lavoro accademico, mentre non ho alcun diploma!” (traduzione di Paola Pallottino).

BOBO, IL VOLTO NASCOSTO DI OSTERWALDER

Molti ignorano che Markus (con la k) Osterwalder, in Germania è un famoso autore per l’infanzia! Per un editore tedesco nel 1984 ha scritto e disegnato Bobo, un libro di 128 pagine in formato tascabile, illustrato a due colori, per i bambini (a partire dai diciotto mesi), in un periodo in cui aveva bisogno di soldi.

“Avrei voluto essere il Reiser [Jean-Marc Reiser, cartoonist e mitico fondatore di ‘Hara- Kiri’, N.d.T.] per l’infanzia, ma devo confessare che non ci sono riuscito. È molto brutto, prosegue, tuttavia è andato magnificamente.” Una versione in francese, pubblicata nel 1985 da l’École des loisirs, non ha avuto lo stesso successo (tuttavia ha venduto più di ottomila copie). Oggi in Germania sono apparsi quattro titoli (1984, 1986, 1997, 2008).

Dei primi tre volumi sono state vendute oltre un milione di copie! “Tutti i bambini tedeschi adorano Bobo, che si vende come il pane! Quando l’editore annuncia un nuovo titolo, ne vende più di diecimila copie in anticipo, prima ancora che io sappia di cosa parlerò!”

3793 ILLUSTRATORI, 4606 PAGINE

Al tempo della sua realizzazione, migliorata di volume in volume, l’impiego del Dizionario non era ancora così evidente. Il primo volume comprende gli illustratori pubblicati tra il 1800 e il 1910, il secondo, 1890-1945, tratta degli artisti nati prima del del 1885 e il terzo, che segnala un periodo di pubblicazione che va dal 1905 al 1965, esamina gli artisti nati tra il 1885 e il 1900 (più precisamente entro il 1° gennaio 1900).

Il prossimo volume includerà gli illustratori nati tra il 1900 e il 1° gennaio 1915. Quando si cerca uno specifico illustratore o il titolo di un figurato, la cosa più semplice è consultare l’indice cumulativo alla fine dei volumi, o il sito internet www.dictionnaire- des-illustrateurs.com.

I testi di questo articolo sono apparsi su “Papiers Nickelés” n. 28, primo trimestre 2011. CHARTA ringrazia l’autore e l’editore per la gentile concessione di riproduzione.

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