La storica rivista italiana del Collezionismo di Libri, Grafica & Antiquariato. Charta.

La rivista italiana del Collezionismo: Libri, Grafica & Antiquariato

Manoscritti liturgici on-line

Federica Benedetti, originariamente edito in Charta, 167, pp. 72-73.

I manoscritti liturgici, nella variegata moltitudine di tipologie diffusesi in Oriente e Occidente nel corso dei secoli per accompagnare i singoli e le comunitĂ  nella preghiera quotidiana (Divino ufficio) e nelle funzioni religiose, hanno conosciuto negli ultimi anni un rinnovato studio, grazie soprattutto alle campagne di digitalizzazione avviate da importanti istituzioni italiane e straniere.

Di grande interesse risulta essere l’iniziativa intrapresa dalla British Library, che si propone di offrire una panoramica dei piĂ¹ significativi manufatti manoscritti utilizzati dalla liturgia medievale e dal primo Rinascimento. Il progetto si focalizza non solo sull’analisi delle diverse tipologie di decorazione utilizzate nel tempo, volte a migliorare il testo e la sua comprensione da parte di un pubblico di lettori non sempre acculturato, ma anche sulla dettagliata descrizione di numerose tipologie di manufatti, delineandone così l’evoluzione nel corso dei secoli.

Per la celebrazione della messa sono necessari diversi manufatti: graduale (usato dal coro per le parti cantate) e sacramentario (usato dal celebrante per le parti parlate relative alla consacrazione dell’Eucarestia), in cui sono contenuti inni e preghiere, kyriali, tropaici, sequenziari e tonari, che propongono testi piĂ¹ specifici per il canto e per le preghiere. Il sequenziario, in particolare, propone versi poetici da cantare dopo l’Alleluja e prima della lettura del Vangelo.

Questi testi inizialmente circolano autonomamente: solo a partire dall’XI secolo si comincia ad avvertire la necessità di un libro che riunisca parti parlate e musicali, così dal 1200 cominciano ad essere prodotti i messali che offrono in un unico volume tutti i testi, sia cantati che parlati, per ogni giorno della settimana e per ogni festa, organizzati secondo l’anno liturgico.

Le letture tratte dal Vecchio e Nuovo Testamento sono contenute invece nell’evangelario o nel lezionario. Queste ultime tipologie di testi sono spesso riccamente miniate, specialmente le tavole canoniche o l’inizio di ogni Vangelo, dove si usa riprodurre immagini degli evangelisti, o gli incipit, in cui vengono decorate le parole iniziali del Vangelo. In numerosi casi questi volumi si sono conservati in ottime condizioni, e questo puĂ² suggerire che l’uso sia stato occasionale, riservato a particolari ricorrenze, piĂ¹ che quotidiano.

Spesso sono dotati di preziosissime legature, in argento lavorato, con placche in avorio o smalto e pietre preziose. L’attività di produzione di questi testi è stata svolta principalmente da comunità religiose monastiche e conventuali nello scriptorium, ovvero in quella parte della struttura monastica, adiacente in genere alla biblioteca, che grande importanza è andata assumendo nel tempo, proprio per l’azione di salvaguardia del patrimonio culturale portata avanti dai religiosi attraverso la copiatura di testi.

Questi centri si distinguono per essere il fulcro della produzione non solo di testi liturgici ma anche di opere della cultura greca e latina, molte delle quali sarebbero andate perdute, se non fossero state riprodotte manualmente. Proprio per valorizzare e favorire la conoscenza dell’importante fondo di manoscritti liturgici, uno dei piĂ¹ ricchi tra quelli conosciuti, il Sacro Convento di Assisi ne ha intrapreso la digitalizzazione. La Biblioteca, la cui fondazione risale al XIII secolo ad opera della comunitĂ  francescana, è una delle piĂ¹ importanti d’Europa fino alla fine del XIV secolo, in grado di competere con quelle monastiche e quelle universitarie.

All’interno della struttura è presente uno scriptorium, che utilizza una scrittura denominata dai paleografi littera assisiensis: qui sono stati prodotti non solo codici liturgici e omiletici per il culto e l’attività pastorale ma anche manoscritti di carattere storico, filosofico, biblico e teologico da utilizzare specificatamente per lo studio. Il fondo antico annovera oltre 700 manoscritti, di cui all’incirca 70 miniati, alcuni in oro, e oltre quattromila tra incunaboli e cinquecentine.

Tra tutti si ricordano il codice 338 che tramanda il corpus degli scritti di Francesco d’Assisi risalente al XIII secolo, contenente anche il Cantico delle creature, e il manoscritto 330 che presenta la Legenda maior e la Legenda minor di Bonaventura da Bagnoregio. Il progetto di digitalizzazione è stato realizzato grazie a una convenzione tra il Sacro Convento, la Società Internazionale di Studi francescani e il Comune di Assisi. Le immagini, oltre 260 mila, dei manoscritti, corredate di metadati gestionali e amministrativi, sono state eseguite seguendo i parametri distribuiti dalla Biblioteca Digitale Italiana.

Ogni codice è dotato di una dettagliata scheda bibliografica realizzata con il software Manus recuperando parte dei dati presenti nell’autorevole catalogo compilato da Cesare Cenci nel 1981, in due volumi, la Bibliotheca manuscripta ad Sacrum conventum assisiensem. La banca dati è liberamente consultabile in sede, nelle postazioni dedicate, oppure accedendo al portale Internet Culturale del Ministero per i Beni e le Attività Culturali.

Il progetto è strettamente collegato anche a un’altra ricerca denominata Iter franciscanum, promossa dalla Società Internazionale di Studi francescani (SISF) che si propone di realizzare un database di manoscritti della tradizione francescana mediolatina, conservati non soltanto in biblioteche europee.

L’esame sistematico di cinquemila cataloghi a stampa ha permesso di rintracciare milleseicento codici di grande importanza per la ricostruzione delle fonti francescane dei secoli XIII e XIV: dagli scritti di San Francesco e Santa Chiara ai testi liturgici, dalle bolle all’agiografia francescana, dalla cronachistica ai resoconti di viaggio stilati da religiosi dell’Ordine, ai commenti alla Regola.

Le schede catalografiche sono state realizzate dapprima con Manus 3.0, in un secondo momento sono state trasferite nella piattaforma MOL (Manus OnLine) collegandole a immagini digitali liberamente fruibili. Presso la Biblioteca della Società francescana è possibile consultare anche la Microfilmoteca dei manoscritti francescani attraverso la quale sono messi a disposizione di ricercatori e studiosi un gran numero di microfilm e di immagini digitali.

Viene offerto anche un servizio di riproduzione digitale dei codici del Fondo conservato presso la Biblioteca del Sacro Convento. In ambito extraeuropeo si segnala la biblioteca digitale di manoscritti liturgici realizzata dall’Università di Sidney in cui si possono sfogliare tra gli altri un codice che tramanda le Lamentazioni di Geremia, diversi graduali, antifonari, kyriali che vanno dal XIII secolo al XVIII per uso ecclesiastico e non solo monastico.

Anche se la provenienza di alcuni codici non puĂ² essere ancora accertata con sicurezza, per alcuni si possono evidenziare punti di contatto con l’agenda liturgica della cattedrale di Salamanca. Di straordinario valore risulta anche il progetto avviato dall’UniversitĂ  di Friburgo dal 2005, denominato E-Codices, volto alla creazione di una biblioteca virtuale dei manoscritti conservati in Svizzera. Particolare attenzione è stata riservata alla digitalizzazione e messa online di codici liturgici di numerose strutture religiose, parrocchie, abbazie, cattedrali, capitoli.

Si ricordano i manoscritti dell’Abbazia di San Gallo o gli otto antifonari realizzati tra il 1509 e il 1517 per il Capitolo di San Nicola di Friburgo, che, con canti gregoriani, andavano a scandire la liturgia delle ore di monaci e canonici, e che oggi possono essere sfogliati liberamente online. Ogni liturgia delle ore è costituita da una citazione tratta dai Salmi: a essa sono affiancate delle antifone, una lettura, un inno e una preghiera.

Non si puĂ² non fare un breve cenno anche a DIAMM, il Digital Image Archive of Medieval Music: si tratta di un progetto avviato nel 1998 con lo scopo d’offrire ai ricercatori una valida risorsa per lo studio dei manoscritti musicali medievali. A ricche schede descrittive sono affiancate immagini digitali di manoscritti polifonici conservati in biblioteche, archivi e istituti di tutto il mondo, e tra di essi numerosi sono quelli liturgici.

Un’altra interessante iniziativa in questo senso è stata avviata dal Museo Internazionale e Biblioteca della Musica di Bologna, il cui nucleo principale è costituito dalla collezione appartenuta a Giambattista Martini (1706-1784). Il religioso dell’Ordine dei Frati Minori Conventuali, musicista stimatissimo, dotato di una vasta erudizione, annoverato tra i maestri di Mozart, mosso dall’incontenibile desiderio di conoscenza nel corso della sua vita ha raccolto migliaia di volumi musicali, manoscritti e a stampa, cercando di dare corpo a una biblioteca universalis nell’ambito musicale.

Proprio per valorizzare l’impresa del Martini il Museo Internazionale ha intrapreso la digitalizzazione dei manoscritti liturgici ivi conservati che coprono un arco cronologico piuttosto ampio (XI-XVIII secolo): figurano già nel precedente catalogo della Biblioteca del Liceo Musicale di Bologna redatto tra il 1890 e il 1905 utilizzando le schede manoscritte, seppur piuttosto sommarie e prive di note di contenuto, di Gaetano Gaspari, bibliotecario dello stesso Liceo dal 1855 al 1881.

Il materiale digitalizzato risulta estremamente eterogeneo in quanto compaiono innari, graduali, rituali, processionali, vesperali, messali, cantorini: contestualmente al progetto di scannerizzazione il fondo è stato sottoposto a un’analitica descrizione, con un occhio di particolare riguardo riservato ai volumi miscellanei o a quelli contenenti frammenti recuperati da antiche legature dallo stesso padre Martini e risalenti ai secoli XI-XV. Numerosi pezzi sono stati sottoposti anche a restauro.

Manoscritti On-line: Sitografia

https://www.bl.uk/catalogues/illuminatedmanuscripts/TourLitGen.asp

https://digitalhumanities.cz/en/db/database-of-content-ofliturgical- manuscripts-limup/

https://www.sisf-assisi.it/mediatheca-franciscana.php?idC=20

https://digitalhumanities.cz/en/db/database-of-content-of-liturgical-manuscripts-limup/

https://www.internetculturale.it/it/41/collezioni-digitali/26197/manoscritti-musicali-del-museo-internazionale-e-bibliotecadella-musica

https://www.museibologna.it/musica/documenti/56399

https://digital.library.sydney.edu.au/nodes/view/6933

https://manus.iccu.sbn.it/progettiS.php?id=227

https://www.e-codices.unifr.ch/it/about/completed

https://www.e-codices.unifr.ch/it/list/subproject/antiphonaries_fr

https://www.diamm.ac.uk/

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