La storica rivista italiana del Collezionismo di Libri, Grafica & Antiquariato. Charta.

La rivista italiana del Collezionismo: Libri, Grafica & Antiquariato

I Manifesti di Giuseppe Riccobaldi. Una vita per il Cinema.

A Firma di Paolo Lombardi, originariamente edito in Charta, 101, pp. 48-53.

La vicenda artistica e personale di Giuseppe Riccobaldi del Bava attira per due diversi aspetti: la grande qualità dell’opera, fondata su una preparazione culturale e professionale superiore a quella riscontrata in genere nel mondo dei cartellonisti, e l’evoluzione in parallelo ai fatti della storia dell’Italia postunitaria. Figlio cadetto del patrizio volterrano Riccobaldo, funzionario locale del Regio Ministero degli Interni, Giuseppe nasce nel 1887 a Firenze dove compie studi regolari fino al 1901, quando, a seguito della morte del padre, la famiglia si trasferisce a Genova.

Superato l’esame di maturità, nel 1903 si iscrive alla prestigiosa Accademia Ligustica di Belle Arti dove segue con profitto il corso biennale di disegno. Nel 1908, compiuti i ventun anni, decide di cercare lavoro in una città che offra prospettive d’occupazione più ampie per un giovane artista e si trasferisce a Milano, dove trova lavoro nello studio del rinomato scenografo Odoardo Antonio Rovescalli; dopo un lustro di lavoro come assistente del titolare esce finalmente dall’anonimato e firma per il Teatro alla Scala la scenografia del terzo atto di “Parisina”, opera musicata da Pietro Mascagni su libretto di Gabriele D’Annunzio e diretta per la prima volta dallo stesso musicista il 15 dicembre 1913.

Il successo della rappresentazione è generale e aiuta il giovane scenografo, che l’anno prima aveva sposato la conterranea Flora Grassi, nella ricerca di collaborazioni con case editrici e con redazioni di periodici. I risultati sono di tutto prestigio: nel 1914 firma un contratto con la meneghina Edizioni Pro Familia in qualità di illustratore di libri e inizia anche una collaborazione biennale con il quindicinale di scienze, lettere e arti “La Cultura Moderna. Natura e Arte” pubblicato sempre a Milano dalla Antonio Vallardi.

Nel 1915 Marco Praga, direttore della Compagnia Stabile del Teatro Manzoni, gli commissiona le scene della prima edizione de La Figlia di Jorio di Gabriele D’Annunzio. L’anno seguente entra nella redazione del “Corriere dei Piccoli”, settimanale per l’infanzia del “Corriere della Sera”, con cui collaborerà, con una interruzione di pochi anni, fino al 1937, illustrando novelle e romanzi a puntate pubblicati nelle pagine interne. Nel 1917 firma le tavole pubblicitarie dei Pneumatici Pirelli ideate per la copertina della rivista mensile di larga tiratura del Touring Club Italiano.

GIUSEPPE RICCOBALDI, MANIFESTI ALL’OMBRA DELLA MOLE

La posizione professionale è consolidata e la fama di Riccobaldi come elegante interprete della temperie culturale dell’Italia uscita vittoriosa dalla guerra mondiale e avviata sulle vie dello sviluppo industriale lo mettono in contatto con settori che per il tempo sono d’avanguardia. La prima svolta matura nel 1919: il cinematografo, neonata decima musa, esce dalla fase pionieristica e, in concorrenza con il teatro e con il melodramma, investe per attirare l’attenzione del pubblico sofisticato e attento ai rimandi culturali.

Riccobaldi è riconosciuto come capace di offrire immagini raffinate, diverse da quelle di facile effetto per il pubblico popolare. In Italia il centro più dinamico dell’industria del cinema è Torino, all’ombra della Mole Antonelliana e sulle rive del Po e della Dora. In particolare la casa di produzione Ambrosio Film affida a Riccobaldi il compito di creare la reclame di pellicole con storie di intense passioni.

Si tratta di materiale effimero, da produrre e consumare sui muri cittadini nello spazio di pochi giorni e non ancora sottoposto per legge all’obbligo di archiviazione; di conseguenza solo una parte limitata dell’ampia produzione dell’artista è documentata. Gli esempi a noi noti sono comunque rimarchevoli e collocano il nostro tra gli specialisti più efficaci e al tempo stesso più eleganti, capace di sintetizzare con un segno grafico personale le suggestioni e i modelli delle tendenze artistiche del tempo.

Riccobaldi si cala con decisione nel nuovo mercato, intuendone le prospettive di sviluppo, e accanto a manifesti e locandine memorabili firma programmi di sala ricchi d’immagini (famoso quello del 1920 per La Nave diretto da Gabriellino d’Annunzio, figlio del Vate) e collabora, anche come redattore, a due periodici torinesi specializzati: “La Vita Cinematografica” e “La Cinematografia Italiana ed Estera”. Continua comunque in parallelo e con crescente successo il lavoro nelle redazioni come illustratore di riviste e libri per l’infanzia.

La concorrenza di Roma non tarda a farsi sentire nell’industria del cinema e il centro di riferimento in pochi anni si trasferisce in riva al Tevere, ponendo le basi di quelle infrastrutture che, sostenute per quarant’anni senza interruzione dalle istituzioni pubbliche succedutesi nel tempo, saranno Cinecittà e la Scuola di Cinematografia. Con sicuro senso degli affari Riccobaldi “segue la flotta” e apre uno studio nella capitale nel 1921, dove si concentra nella produzione pubblicitaria per il cinema senza abbandonare le altre collaborazioni editoriali. I suoi cartelloni contribuiscono tangibilmente al successo delle pellicole e i produttori italiani ed esteri firmano volentieri con lui contratti di lungo termine.

NELLA CAPITALE
L’intuito dell’artista per le novità del mercato viene confermato comunque nel giro di pochi anni, quando decide di accettare l’offerta professionale di una delle maggiori imprese tipografiche dell’epoca, la genovese Barabino & Graeve specializzata nella creazione di cartelloni pubblicitari per nuovi mercati di massa emergenti: turismo, navigazione passeggeri, prodotti industriali e beni di consumo.

L’evoluzione dell’industria cinematografica verso nuovi linguaggi e il crescente impegno imposto dalla pubblicità commerciale portano nel giro di pochi anni il cartellonista a rivedere la ripartizione del tempo dedicato dal suo atelier ai diversi filoni di comunicazione e a decidere nel 1930 il rientro a Genova, dopo oltre vent’anni d’assenza; l’anno è segnato tristemente dall’improvvisa scomparsa della moglie, seguita da quella altrettanto prematura del fratello maggiore Michelangelo, di cui il giovane Giuseppe aveva illustrato con estro numerosi romanzi e novelle. Ce n’è più che abbastanza nella vita di un uomo intelligente e sensibile per determinare una profonda riflessione anche sui modi e gli obiettivi professionali.

Gli anni Trenta rappresentano per Riccobaldi l’inizio della maturità anagrafica e artistica. La produzione per lo stampatore di Genova raggiunge dimensioni impressionanti oltre che sofisticata qualità. L’Archivio Storico della Pubblicità di Genova, costituito nel 1991 attraverso l’acquisizione dei materiali della Barbino & Graeve e della Saiga ad essa subentrata, conserva oltre ai tanti manifesti stampati i numerosissimi bozzetti (anche in più versioni per un solo tema) realizzati da un artista all’apparenza infaticabile e stimolato dal contatto e dal confronto, in alcuni casi quotidiano, con gli altri prestigiosi artisti che per anni lavorarono per l’impresa genovese: Filippo Romoli (cfr. CHARTA n. 96, pp. 66- 70), Dario Bernazzoli, Franz Lenhart (cfr. CHARTA n. 92, pp. 82-86).

La vicenda biografica registra nel 1933 anche le nozze con la musicista veneziana Laura Scozia Bembo e nel 1934 creazione di almeno altri manifesti per il cinema, di cui per promuovere l’Ente Nazionale per la Cinematografia. Il richiamo della capitale, oltre che del cinema, torna a farsi sentire con forza l’anno seguente e, una volta mancata la madre, l’artista ritorna a Roma e apre nuovamente bottega, questa volta nella animatissima via Margotta. Mantiene comunque la collaborazione a distanza con Genova e nel cinema firma i cartelloni delle pellicole della casa di distribuzione ENIC.

Alle attività tradizionali aggiunge, in analogia con le scelte dei colleghi Bernazzoli e Veruggio della genovese agenzia Firma (cfr. CHARTA n. 95, pp. 40-45), la progettazione e realizzazione di allestimenti fieristici per grandi imprese industriali in Italia e all’estero. Ormai radicato a Genova (dove si spegnerà ottantanovenne nel 1976), nel 1951 inizia a lavorare per la Sigla-Effe nuova impresa per la creazione e la stampa pubblicitaria.

L’attività come cartellonista comunque rallenta (oltre all’età che avanza è l’evoluzione della società che trasforma i modi della pubblicità), mentre si dedica in misura crescente alla illustrazione di libri per i maggiori editori per l’infanzia e la didattica (primo fra tutti UTET con la sua ampia collana “La Scala d’Oro”) fino al 1971, quando le precarie condizioni di salute gli precludono l’attività professionale.

MANIFESTI COMMERCIALI DI RICCOBALDI


1928
. FIAT; Lloyd Sabaudo i gloriosi quattro Conti; Noemi saponetta; Sapone Stella Lanza; Circuito “Alessandria”; Mostra annuale bovini

1929. II Salone Internazionale Automobile in Italia; Alessandria Fiera di San Giorgio; I Mostra Giocattolo Italiano; Lago di Garda Gardone Riviera

1930. Lenci Torino; Fiat 514; Lloyd Triestino espresso settimanale Europa Egitto; Alpha Bertelli; Bel Paese le roi des fromages; Fiera di Cavalli; Giornata del Prodotto Italiano; Aereo Espresso Italia; NGI Navigazione Generale Italiana

1931. III grande concorso motonautico Venezia; Soc. Navigazione San Marco; Motori Ansaldo; Lloyd Triestino m/n Victoria; Cioccolata Mebler

1932. Golf Rapallo; Usate il telefono; Cinzanino; Neptunia Cosulich

1933. Giugno Genovese; REX Italia Flotte Riunite

1934. Littorina Fiat; Magneti Marelli; Garda Italia; Ente Naz. Cinematografia; Ala littoria; Pisa; Terni Soc. per l’Industria e l’Elettricità; Ist. Italiano Credito Marittimo

1935. Italia Garda; La signorina 10.000; Fiat 1500; INT Istituto Nazionale Trasporti; Lloyd Triestino; Amaro Gambarotta; Martini Elixir China; Cosulich Asia Egitto

1936. Fiat 508c; Riva-Torbole lago di Garda; VI Mostra Mercato Artigianato Firenze

1937. Cosulich Line… to New York; Fiat la nuova Balilla

1938. La Biennale Venezia; XXI Esposizione Internazionale d’Arte

1939. Pompei di notte; V Coppa Principessa di Piemonte; Venezia Festival Int. Musica Contemporanea; Tito Mancini macchine per conserve (calendario); Lubrificanti Montecatini

1940. Terminillo; San Giorgio forno autarchico; Pola stagione lirica

1941. Estate nel Trentino

1942. Mentone-Ponte San Luigi; Capri; Castellamare di Stabia

1943. E lo dimostreremo! Mussolini

1946. Terme di Sirmione

1948. Mantova; Castellamare di Stabia; Repubblica San Marino

1949. Terme di Sirmione; Sidarma; Sidarma-Italnavi

1950. Martini; Terme di Levico Vetriolo-Trentino

1951. Vicenza città del Palladio

1952. Repubblica San Marino; Ferrara

1953. Merano campionati universitari; Brescia II premio di Pittura

1956. Mostra del Mobile di Pesaro

MANIFESTI PER IL CINEMA DI RICCOBALDI

1919. Orchidea fatale

1920. La catena; La Nave

1921. Mara West; Il giro del mondo di un biricchino a Parigi

1923. Il ratto di Elena; La passione del deserto

1924. Un ladro in Paradiso

1925. Scuola delle mogli; Fra Diavolo; La mano che paga; La bocca che mentì

1926. Casanova; Irene non ti spogliare; L’ora della Pastiglia

1927. Metropolis; Fatma; Frate Francesco

1928. La meravigliosa notte

1934. Fedora, Non siamo più ragazzi; La Signorina 10.000

1935. Campo di maggio; Rapsodia d’amor; Bertoldo Bertoldino e Cacasenno

1936. L’Ambasciatore Mister Flow 1937. Va Esposizione Internazionale d’Arte Cinematografica Biennale di Venezia

PER SAPERNE DI PIÙ
A. Zunino, F. Calaminici, L’arte della pubblicità, Genova, Corigraf, 1996
E. Cassoni, Il Cartellonismo e l’illustrazione in Italia 1875- 1950, Roma Spada, 1984
M. Cicolini, Catalogo del manifesto italiano, Torino, Bolaffi, 1995
P. Lodola, Italia manifesta, Bergamo, Grafica & Arte, 2003
A. Zunino, F. Calaminici, Riccobaldi segni in più segni in meno, Genova, Corigraf, 1999

SCOPRI TUTTO SUL PROGETTO CHARTA, SPONSORED BY BUONVECCHIO!

I TAG DELL'ARTICOLO:

SPONSORED BY

Il Progetto Charta intende mantenere viva quella che è stata la più importante rivista italiana dedicata al Collezionismo e al Libro Antico e Raro, digitalizzando e mettendo a disposizione gratuitamente tutto il pubblicato della splendida avventura editoriale di Vittoria de Buzzacarinis.

I materiali sono stati messi a nostra disposizione dagli eredi di Vittoria ed il Progetto Charta è curato a spese di BUONVECCHIO.
Il sito è in fase di costruzione per cui perdonateci eventuali bug, errori e malfunzionamenti!

AMICI DI CHARTA