La storica rivista italiana del Collezionismo di Libri, Grafica & Antiquariato. Charta.

La rivista italiana del Collezionismo: Libri, Grafica & Antiquariato

Ex libris del Museo della Montagna di Torino

Gian Carlo Torre, originariamente edito in Charta, 147, pp. 68-73.

L’ex libris è il punto di incontro di differenti discipline: la storia, l’araldica, la simbologia, la bibliografia, la grafica, l’illustrazione. Testimone dell’evoluzione della cultura nel corso dei secoli, è un mezzo fondamentale di comunicazione, che permette di familiarizzare con le arti grafiche e con le tecniche di stampa contemporanee.

Attualmente, generato più per esigenze collezionistiche che per bibliofili, rappresenta una delle espressioni della grafica artistica, dove il committente lascia all’esecutore spazi espressivi incondizionati. Alle associazioni nazionali e internazionali, che raccolgono gli amatori di questo settore e ai collezionisti va il merito di aver salvato l’ex libris dal rischio di scomparire dal nostro patrimonio culturale. La diffusione dell’ex libris è oggi incoraggiata da mostre, convegni, riviste e concorsi che interessano un pubblico sempre più ampio.

Ex Libris, Grandezza e Nobiltà

Il “mondo delle montagne” – fatto non solo di alpinisti ed esploratori, ma soprattutto di amanti e studiosi delle terre alte – ha sempre guardato con interesse, sin dal Cinquecento, agli ex libris. A loro ha dedicato specifica attenzione creando una produzione sterminata, assai varia per soggetti, attenta a tutte le tematiche di settore.

All’origine, negli ex libris araldica, incontriamo la montagna sintetizzata con i classici tre elementi cilindrici sovrapposti, mentre, successivamente, subentrano varianti più descrittive con piccole vette rocciose: il riferimento alla montagna, indipendentemente dall’indicare possedimenti montani del casato, è segno di fermezza, grandezza, sapienza, nobiltà.

Nella collezione del Museo della Montagna – che riunisce la raccolta già appartenente a Gastone Mingardi e il fondo Museo della Montagna – è la ristampa del primo ex libris a tema montano, eseguito nel 1593 per il tirolese Cristophorus Zuppacher, una xilografia illustrante il ciclo completo della caccia al camoscio, e si trova citato già da Georg Mader in Deutesche Alpenzeitung (1902-1903) e nel volume di Alfred Steinitzer, Der Alpinismus in Bildern (Monaco di Baviera, 1913), testo su cui si sono documentate intere generazioni di appassionati e studiosi delle montagne.

È interessante annotare che James Monroe Thorington, noto alpinista nordamericano, membro dell’American Alpine Club e di altre associazioni alpinistiche – cui è intitolata la Thorington Tower, cima della Lynx Creek nel Jasper National Park (Alberta, Canada) – adattò come suo ex libris quello storico di Zuppacher, sostituendone l’originale stemma di famiglia con un gruppo di alpinisti seduti in un bivacco, intenti a brindare, e rimuovendo i riferimenti alla caccia presenti nel contorno ovale per inserirvi i nomi di personalità storiche legate al mondo della montagna.

Superata la figurazione araldica, agli inizi dell’Ottocento, negli ex libris la montagna diviene un’immagine emblematica, come ulteriormente confermato nell’articolo di Josef Anton Häfliger, Alpine ex libris in der Schweiz, pubblicato sullo “Jahrbuch des Schweizer Alpenclub” nel 1916, acquistando la sua completa autonomia, anche grazie all’influsso delle opere di Rousseau sulla purezza della montagna rispetto alla vita cittadina e alla diffusione di testi sulla botanica e sulla fauna, sulle escursioni e sulle ascensioni in montagna.

Ex Libris, Fiducia nel Progresso

La montagna è illustrata e narrata sugli ex libris dei titolari, non solo alpinisti, che hanno affidato agli artisti il proprio amore per le vette, sia documentando luoghi e imprese alpinistiche, sia momenti e spazi particolari. Ne è un esempio quello firmato da Alois Kolb per Anton Beer-Walbrunn, compositore tedesco noto per la sua opera Don Chisciotte (1908), in cui si trova raffigurato un giovane al pianoforte e, sullo sfondo, l’eroe di Miguel de Cervantes Saavedra che galoppa al chiaro di luna in un paesaggio montano.

Le terre alte, che nel passato erano state scoperte e percorse dai cacciatori, dai pastori, dai portatori di sale, dai pellegrini, teatro di eventi militari, diventano tra la fine del XIX secolo e i primi decenni del XX, protagoniste anche di grandi interventi infrastrutturali alpini, che trovano un preciso riscontro negli ex libris.

Grazie alla realizzazione dei trafori ferroviari, differenti versanti montani sono messi in comunicazione, come ricorda l’incisione di Alois Kolb: l’autore si riferisce in particolare alle ferrovie ai piedi del Cervino, sul versante elvetico, fino al fantasioso progetto del raggiungimento su rotaia della cima. Progetto che trovò invece compimento nel 1912, dopo molti anni di lavori, nella Jungfrau Bahn sull’omonima vetta dell’Oberland Bernese.

Non mancano poi ex libris che illustrano l’amore e la fiducia nel progresso e nell’industria, tema ricorrente nell’iconografia del periodo. Nella collezione del Museo della Montagna sono presenti pezzi con motivi geologici e minerari, alcuni dei quali intestati a istituti di scienze e storia naturale, a geologi, paleontologi, ingegneri minerari, o collezionisti di minerali.

Le montagne divennero una miniera a cielo aperto per i cercatori di cristalli, tema sviluppato da Michel Fingesten per Walther Gert Stolper, ripreso e definito nei particolari nell’ex libris per L. Paul Wunsch. A un noto geologo italiano, Ardito Desio, spetta invece il merito di aver condotto la spedizione che nel 1954 portò due italiani sulla vetta del K2, la seconda cima della terra.

Ex Libris, una vasta iconografia

Frequenti sono gli ex libris raffiguranti la salita verso la vetta, l’emozione dell’ascesa, dove la tensione verso l’alto diventa quasi un imperativo; oltre alla “conquista” delle sommità non mancano i grandi spazi che inducono alla meditazione, allo studio e alla riflessione, classici temi presenti all’inizio del XX secolo, come mostra l’ex libris di Alberto Martini per Antonio Fogazzaro.

I maggiori incisori italiani ed europei del Novecento, come Mathilde Ade, Károly Andrusko, Hanns Bastanier, con le sue cornici rinascimentali, Paul Bürk, Benvenuto Disertori, Hans Eggimann, Hermann Robert Catumby Hirzel, Adolf Kunst, Georg Jilovsky, Bruno Marsili da Osimo, Alfred Soder, Otto Ubbelohde, Remo Wolf, Italo Zetti, ci mostrano la maestosità delle catene alpine e delle cime più famose; tra tutte ricorre il Cervino, nella maggior parte dei casi raffigurato con la vista dal versante svizzero: quasi un simbolo di qualità, assunto massicciamente anche dalla pubblicità internazionale.

Della montagna gli ex libris celebrano inoltre la flora – in particolare l’Edelweiss, fiore simbolo – e la fauna, ricca di stambecchi, camosci, galli cedroni, aquile, come quella ad ali spiegate dell’ex libris xilografico di Bruno Marsili per Umberto di Savoia Principe di Piemonte.

Talora l’uomo contende all’aquila lo spazio sulla vetta conquistata. Rivivono inoltre le immagini di scarponi, scarpe chiodate, piccozze, corde, moschettoni, chiodi, strumenti alpinistici, legati all’amore per la montagna oggetto di passione e, insieme, di sfida. In altri casi i protagonisti sono i valligiani e il lavoro quotidiano, gli affetti familiari e il tema del ritorno a casa, i pascoli alpini e i prati in cui i bimbi giocano allegramente: l’Heimat – la piccola patria, la valle e il paese natio del mondo di cultura tedesca – come possiamo osservare nelle incisioni a più legni di Otto Albert Christian Krebs e di Alfred Peter.

Anche il ricordo della guerra in montagna ha un suo spazio. Non mancano i soggetti dedicati al Corpo degli Alpini e al mulo, fedele compagno di ascensioni o i ricordi di regime che in Italia e in Germania caratterizzarono la quotidianità tra le due guerre. ’

Ex Libris, l’impresa alpinistica

Sono frequenti ex libris intestati a personaggi del mondo della montagna e dell’alpinismo: Giotto Dainelli, Oskar Günter e Norman Dyhrenfurth, Lino Lacedelli, Reinhold Messner, John Hunt, Emilio Comici. Il motto vires acquiro ascendens, “acquisto forza arrampicando”, inserito nel proprio ex libris da Mario Cordeglio Penél, vuole essere un invito per tutti quelli che si accingono ad affrontare la montagna: per giungere alla vetta devo possedere “la chiave” della preparazione.

Allo stesso Penél, noto grafico e pubblicitario torinese, spettano gli ex libris dedicati a famosi personaggi dell’industria e della cultura nazionale, fra cui papa Giovanni Paolo II, oltre al già citato Reinhold Messner. Nell’ex libris di Georges Hantz per Alexis Grasset, il motto la Patrie est sur nos monts, la patria è sui nostri monti, accompagna le cime libere del paesaggio alpino, inteso anche come simbolo d’identità nazionale, ove le montagne, con i profili rocciosi “sono metafora di scalata verso luoghi alti e incontaminati”, di dure conquiste gelosamente conservate, come indica Renato Faval nella presentazione di La Montagna nell’arte dell’ex libris (1993).

Fra i soggetti non mancano funivie, teleferiche e rifugi alpini, ove si arriva prima e dopo avere affrontato la montagna. L’artista si adegua volta per volta alla personalità del titolare mediante figurazioni simboliche o composizioni che racchiudono visioni di paesaggi, ghiacciai, cascate, fiumi, laghi, pascoli, alpeggi, architetture, castelli, villaggi, chiese, sentieri costellati da edicole religiose.

Un settore a sé stante è quello degli sport invernali della neve e del ghiaccio: dallo sci classico alla competizione, al salto con gli sci; dallo slittino al bobsleig; al pattinaggio. In questa sezione figurano anche gli ex libris dedicati agli sport olimpici e alle paraolimpiadi. Per completare questo viaggio dobbiamo andare oltre le montagne che ci sono familiari e raggiungere le regioni polari. L’Artide e l’Antartide figurano nelle immagini di noti esploratori – con il veliero Aurora di Douglas Mawson e il dirigibile Italia di Umberto Nobile – e in soggetti, scontati e quasi allegorici, con orsi, cani e slitte.

Per rendere più leggiadro e fiabesco il tema, una giovane seduta su una lastra del pack si intrattiene con un pinguino; sono i “miracoli” del gusto dell’epoca.

Ex Libris, incisori di vette

Il Museo della Montagna, nato a Torino nel 1874, per oltre un secolo ha mantenuto una fisionomia unitaria concentrata sulle sale espositive. Dagli anni Settanta del Novecento, parallelamente ha affrontato un lavoro attento di valorizzazione e incremento delle collezioni, riservando un posto di prim’ordine alla carta da collezione in cui sono protagoniste le montagne. Il progetto di raccolta, selezione e catalogazione dell’iconografia di montagna è continuato sulla base dei princìpi che da sempre reggono l’Istituzione del Monte dei Cappuccini.

Accanto a manifesti, etichette, giochi e memorabilia di generi differenti, il patrimonio del Museomontagna oggi accoglie più di tremila ex libris dedicati alle vette. Nucleo prestigioso della collezione è il fondo Gastone Mingardi, recentemente acquistato dal noto titolare della Libreria Alpina di Bologna.

Con lo scopo di promuovere l’ex libris e di incrementare la collezione del Museo, è stato anche indetto il concorso Un ex libris per il Museo Nazionale della Montagna, che si è concluso con un’ampia risposta internazionale. Alla competizione hanno partecipato più di trecento artisti di tutto il mondo, suddivisi in due categorie, Generale e Giovani.

Il risultato è una panoramica sull’intera produzione di ex libris contemporanea, essendo pervenute opere dall’Italia e da altre 24 nazioni: Argentina, Armenia, Bielorussia, Brasile, Bulgaria, Canada, Cile, Egitto, Francia, Giappone, Grecia, India, Lettonia, Lituania, Messico, Montenegro, Norvegia, Polonia, Russia, Slovenia, Svizzera, Turchia, Ucraina e Ungheria.

Una selezione significativa dei più importanti ex libris della collezione e dei venticinque ritenuti migliori fra quelli realizzati in occasione del concorso è ora pubblicata nel volume Ex libris delle montagne, a cura di Aldo Audisio e Laura Gallo (Priuli & Verrucca, collana “Babelis Turris”, pp. 264, euro 37,50) l’ottavo della collana dedicata alle collezioni del Museo della Montagna di Torino.

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