La storica rivista italiana del Collezionismo di Libri, Grafica & Antiquariato. Charta.

La rivista italiana del Collezionismo: Libri, Grafica & Antiquariato

Enigmistica Antica fra Sfingi e Sibille

Guido Iazzetta, originariamente edito in Charta, 149, pp. 24-29.

L’antica leggenda – enigmistica – narra che Presso Tebe, 1200 anni prima dell’era cristiana, la sfinge, un mostro dal corpo di leone, testa di donna e ali e coda di drago, proponeva enigmi ai passanti e divorava quelli che non riuscivano a trovare le soluzioni. Creonte, successore di Laio, promise allora la corona a colui che avesse liberato il paese dal mostro. Un giorno si presentò Edipo e il mostro gli propose questo enigma: “qual è l’animale che cammina su quattro piedi al mattino, su due a mezzogiorno e su tre la sera?”.

Edipo capì che si trattava dell’uomo che all’inizio della sua vita cammina carponi, poi su due gambe e, in vecchiaia, con l’aiuto del bastone. La sfinge, furiosa per essere stata vinta, si gettò in mare. In tutte le letterature antiche troviamo enigmi e indovinelli: presso i Greci gli oracoli e le sibille davano i loro responsi formulando enigmi. Nell’antica Roma si coltivarono l’anagramma, i palindromi, i rebus e altri giochi di parole e ne furono ferventi seguaci Cicerone, Virgilio e Apuleio, che addirittura scrisse un trattato sull’argomento.

ENIGMISTICA: INDOVINELLI, REBUS, ANAGRAMMI

Nel 1924 fu ritrovato, nella Biblioteca Capitolare di Verona, un codice del IX secolo in cui è contenuto questo indovinello: Boves se pareba, alba pratalia araba et albo versorio teneba et negro semen seminaba (“Spingeva avanti i buoi, bianchi prati arava e un bianco vomere teneva e un nero seme seminava”) la cui soluzione è la scrittura.

Questo codice è importante perché è il secondo documento della lingua italiana dopo il breve graffito conservato nella catacomba di Commodilla a Roma. Il testo dell’iscrizione è il seguente: Non dicere ille secrita a bboce (“Non pronunciare i segreti a voce alta”), riferito ai mysteria, o orazioni segrete, le quali, secondo le indicazioni dell’autore del graffito, andavano pronunciate a bassa voce.

Benché l’Alto Medioevo ci appaia come un periodo di involuzione culturale, tuttavia nel V secolo Simposio ci lascia un’importante raccolta di cento indovinelli che in seguito furono imitati e copiati da altri autori. Anche Dante Alighieri si dilettò con i giochi di parole, ma ancor più enigmista di lui fu Leonardo da Vinci che compose rebus e indovinelli. Eccone due: “Li animali volatili sosterran l’omini colle lor proprie penne”, la cui soluzione è “le piume del cuscino” e “Molti, per mandare fori il fiato con troppa prestezza, perderanno il vedere e in brieve tutti i sentimenti”, con soluzione “lo spegnimento del lume di chi si addormenta”.

Dello stesso Leonardo esiste una raccolta di 171 rebus su fogli, conservati alla Royal Library di Windsor. Nell’agosto del 1610 Galileo Galilei inviò un messaggio segreto all’ambasciatore toscano a Praga, Giovanni de’ Medici. Il testo era un anagramma della frase che annunciava la sua ultima scoperta astronomica. Nel dicembre dello stesso anno spedì un altro anagramma e fu anche autore di un enigma in versi.

Molti altri uomini illustri si occuparono di enigmistica: da Petrarca ad Alfieri, da Manzoni a Puccini, da Pellico a Goldoni e nell’elenco vi sono anche due Papi: Pio IX e Leone XIII. Quest’ultimo inviava i suoi giochi a una rivista romana. Fra le personalità contemporanee che si sono dilettate o si dilettano con questa branca dell’arte ricordiamo Dino Provenzal, Umberto Eco, Paolo Conte, Roberto Vecchioni, Francesco Guccini, Nicola Piovani.

Enigmistica Effimera e Longeva

Per un compendio dei libri fondamentali della storia dell’enigmistica rimandiamo in fine. Ma saranno soprattutto le riviste a diffondere la passione e la cultura enigmistica nel nostro Paese. Nell’Ottocento tutti i periodici ospitavano dei giochi nelle pagine finali e il grande interesse per essi sfociò nella pubblicazione di alcune riviste specializzate che, avendo una circolazione limitata a uno stretto numero di appassionati, erano perlopiù edite dagli stessi tipografi stampatori. La prima nacque a Milano nel 1866 e si intitolò “L’Aguzzaingegno”: visse tre anni, cambiando in seguito il nome in “La Domenica”.

È possibile sfogliare questa rivista nella Biblioteca Civica di Livorno e nella Biblioteca del Museo del Risorgimento di Milano. All’“Aguzzaingegno” seguirono altre riviste che contenevano non solo giochi ma anche aneddoti, novelle, poesiole giocose. Le riviste più importanti dell’Ottocento furono “La Gara degli Indovini” e “Diana d’Alteno”. La prima, torinese, fu pubblicata dal 1875 al 1900 e dalle sue ceneri nacque “La Corte di Salomone”, destinata a durare 58 anni, dal 1901 al 1958.

La seconda, “Diana d’Alteno”, fiorentina, visse dal 1891 al gennaio 1944, stampata su carta rosa. Altre riviste nacquero in varie città italiane: “La Ricreazione” (Firenze, 1876-1882), “L’Enigma” (Torino, 1878- 1880), “L’Indovinello” (Messina 1880-1881), “Il Geroglifico” (Napoli, 1881-1882), “La Sfinge d’Antenore” (Padova, 1882-1889), “La Sibilla” (Varese, 1886-1888), “La Sfinge Volsca” (Velletri, 1890- 1900), “Il Passatempo” (Roma, 1896-1898), ma altre ancora videro la luce, anche se molte di esse durarono solo un anno o due.

Nel XX secolo furono pubblicate altre riviste accademiche, prima delle quali la già citata “Corte di Salomone” alla quale fecero seguito 36 testate, fra cui “Gymnasium” (Ferrara, 1902-1910), “La Favilla Enimmistica” (Trieste, poi Firenze, 1907-1930), “Penombra” (Forlì, poi Roma, 1920) che continua la pubblicazione e che detiene il record di longevità, “Fiamma Perenne” (Villa Coviolo, RE, poi Parma, poi Pisa, 1929- 1958), “L’Arte Enigmistica” (Modena, 1931-1936), “La Rassegna Enigmistica” (Roma, 1937-1943), “Il Labirinto” (Roma, 1948-2013), “La Sfinge” (Roma, 1958-1962), “Le Stagioni” (1962-1974 e 1986-1996), “Aenigma” (Genova, 1966-1976), “Il Leonardo” (Roma, 1989 – presente), “La Sibilla” (Napoli, 1975 – presente).

Enigmistica Classica

Pochi conoscono questa antichissima e dotta arte che, come abbiamo visto, ha sempre avuto illustri esponenti. Non va confusa con le parole incrociate, nelle quali bisogna trovare delle risposte a definizioni varie. L’enigmistica classica sfrutta le caratteristiche della lingua italiana ricca di doppi sensi, di traslati e di trasfigurazioni che permettono di intessere composizioni poetiche, epigrammatiche, teatrali, tutte con un doppio soggetto.

La locuzione “lente a contatto” sta a significare la lentina che applichiamo nell’occhio, ma anche due tartarughe che sono vicinissime. Il “fattore di potenza” ha un significato matematico, ma è anche un contadino lucano. E così via, fino a comporre indovinelli: Lo scapolone s’è ravveduto | In un modo o nell’altro ero certissimo | che si sarebbe anch’egli coniugato; | star solo all’infinito era impossibile, | sono i tempi che l’hanno trasformato! Soluzione: il verbo. Autore Il Valletto (Aldo Vitali).

O vere e propri poesie come questo enigma: Luna 1969 | Sul volto tradizionale | s’avverte ormai | un’immagine falsata: | qualcosa d’antico, | di radicato in noi, | si è perduto per sempre. | Un sorriso freddo | distaccato | s’affaccia lassù | da quando | tecnici dello Spazio | hanno fissato nella polvere | – stucchevole montatura – | la famosa impronta, | imboccando un deserto senza vita | su cui avrebbero alzato, | nel raggio degli ultimi Soli, | la loro realtà meccanica. | Tutto qui | nell’era delle capsule | il vantaggio dell’Uomo | sulla Natura sconfitta; | ma la notte | porterà a coloro che l’hanno voluta | il vuoto amaro di questa rinuncia: | un castello d’avorio | finito | in un bicchiere d’acqua. Soluzione: la dentiera. Autore: Il Genietto (Bruno Ingenetti).

Di componimenti del genere ne sono stati scritti a migliaia nelle riviste specializzate citate in precedenza, e ciò grazie alla nostra lingua, unica nel mondo, a poter permettere questi… giochi di prestigio (giusto per usare una definizione bisenso): infatti in nessun altro Paese è possibile usare accrescitivi, diminutivi, derivazioni, flessioni dei verbi e così via. Come se non bastasse, l’Italiano è ricco di parole e di frasi che possono essere lette nei due sensi dando vita a bifronti come “acetone” che, letto al contrario, diventa “enoteca” o a palindromi che, letti al contrario, restano identici, come “ossesso”.

Enigmistica, Doppio Senso

Il gioco di parole principe è però la frase bisenso che abbiamo visto prima con “lente a contatto”: gli enigmisti si sono sempre divertiti con essa, ma negli anni Settanta attrassero l’attenzione di Umberto Eco che ne affidò l’analisi strutturale a Giovanni Manetti e Patrizia Violi, due importanti professori del DAMS di Bologna, i quali catalogarono i vari esempi che furono loro proposti ordinandoli in una classificazione organica secondo modalità semiotiche.

Furono così pubblicati due numeri di “Versus” (n. 7 del 1974 e n. 18 del 1977) che sono di estremo interesse per tutti gli studiosi di linguistica e di enigmistica classica. Ed ecco qualche altro mirabile esempio di Frasi bisenso: MAUSOLEO = esemplare gigante di Tomba (autore Robo). GALLO TRANSGENICO = il trattato dell’Aia (Il Teramano). TANTI F13 = un casino di caccia (Thinker). EMBRIONE = cellulare di nuova generazione (Guido).

L’enigmistica classica è presente oggi in alcune riviste di enigmistica che si trovano in edicola fra cui la migliore e più diffusa, nota a tutti gli italiani, e cioè “La Settimana Enigmistica”. Per coloro che invece intendono approfondire e conoscere meglio questa affascinante “arte” raccomandiamo le tre riviste accademiche tuttora in attività e cioè “Penombra”, pubblicata a Roma e giunta al suo 98° anno di vita, “La Sibilla”, pubblicata a Napoli da 43 anni e “Leonardo”, rivista di soli rebus, al suo 29° anno di attività.

ENIGMISTICA, UNA BIBLIOGRAFIA DEI SECOLI XVI E XVII

Simposio, Symphosii veteris poetae…, Ludovicum Cynaeum, Parigi, 1533

Angelo Cenni, Sonetti del Risoluto…, Calisto di Simione, Siena, 1538

Giovanni Francesco Straparola, Le piacevoli notti di m. Giovanfrancesco Straporola [sic] da Caravaggio…, Comin da Trino, 1551

Madonna Daphne di Piazza, Academia di Enigmi in Sonetti di Madonna Daphne di Piazza…, Stefano De Alessi, Venezia, 1552

Giulio Cesare Croce, Prima notte solazzevole di cento enigmi…, Rossi, Bologna, 1594

Damonfido pastore, Enigme volgari…, s.l., s.d., ma fine secolo XVI

Antonio Malatesti, La Sfinge, enimmi…, S.A.S., Firenze, 1643

Agostino Coltellini, Enimmi del signor Ostilio Contalgeni…, Francesco Onofri, Firenze, 1669

Prospero Mandosi, Centuria d’enimmi di Prospero Mandosi…, Perugia, 1670

Leone Santucci, Enimmi di Caton l’Uticense Lucchese…, Venezia, s.d., ma 1689

Francesco Moneti, La Sfinge in Parnaso…, Lazzaro Loreti, Arezzo, 1699

ENIGMISTICA: PER SAPERNE DI PIÙ

A. Santi, Bibliografia dell’Enigmistica, Sansoni, Firenze 1952

M. Musetti, Dizionario enciclopedico dell’Enigmistica, Mursia, Milano 1970

G. Cusatelli, I. Sordi, Da Edipo alle nostre nonne, Garzanti, Milano 1975

S. Bartezzaghi, Lezioni di enigmistica, Einaudi, Milano 2001

G.A. Rossi, Enigmistica, Hoepli, Milano 2001

S. Gribaudi, Dagli indovinelli ai rebus. Storia dell’enigmistica dall’antichità ai giorni nostri, in CHARTA, n. 60, settembre-ottobre 2002

G.A. Rossi, Dizionario enciclopedico di enigmistica e ludolinguistica, Zanichelli, Bologna 2002

G. Iazzetta, Bibliografia dell’Enigmistica Classica; le riviste, Menthalia, Napoli 2012

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