A Firma di Mauro Chiabrando, originariamente edito in Charta, 100, pp. 70-75.
Può capitare che anche da ambiti in apparenza secondari, come le copertine dei cataloghi editoriali, emerga con grande potenza espressiva il gusto grafico di un’epoca. Agli albori della moderna editoria italiana gli elenchi delle novità librarie si presentavano di norma in semplice veste tipografica, ma nelle occasioni importanti (uscita di cataloghi generali, strenne ecc.) potevano anche ricorrere a una copertina illustrata per dare più forza al richiamo pubblicitario.
L’usanza di presentare le collane con cataloghi dalla copertina illustrata a colori, magari anche sotto forma di calendario da omaggiare a fine anno, come faceva Hoepli per i suoi famosi manuali o Bemporad, risale alla fine dell’Ottocento, ma è solo nel periodo tra le due guerre che si avvertirà l’esigenza diffusa di curare e connotare l’immagine della casa editrice, ricorrendo spesso ad artisti e incisori già dediti all’illustrazione di riviste e libri. Un’idea quantitativa della produzione di cataloghi da parte delle case editrici italiane in quegli anni ce la danno gli elenchi pubblicati sulle pagine del mensile “L’Italia che scrive”, la rivista bibliografica mensile fondata a Roma dall’editore Antonio Fortunato Formiggini nel 1918.
Fonte inesauribile di notizie editoriali, dall’ottobre 1921 il periodico segnalerà infatti assiduamente l’uscita di bollettini bibliografici o di nuovi cataloghi inviati in redazione dalle case editrici e dalle librerie d’antiquariato. La frequenza (trimestrale, semestrale o annuale) d’uscita di cataloghi generali e/o dei loro estratti, i soli ad avere costose copertine illustrate, era tuttavia ancora saltuaria specialmente per gli editori di piccole o medie dimensioni, mentre costituiva la regola per l’editoria scolastica (Bemporad, Paravia, Sandron, Carabba, Mondadori, tra gli altri), dovendo dar conto ai distributori, librai e ai lettori che ne facessero richiesta di una grande mole di novità.
Questa ephemera bibliografica e di propaganda libraria non è mai stata facilmente reperibile ed è poco documentata essendo assente dalle biblioteche pubbliche come da quelle delle università che solo da alcuni anni, col risveglio degli studi di storia dell’editoria, hanno cominciato ad acquistare cataloghi sul mercato dell’antiquariato.
UN CAMPIONE SIGNIFICATIVO
Dall’esame del materiale che siamo riusciti fin qui a raccogliere in anni di osservazione, balzano all’occhio soprattutto i cataloghi editoriali dei grandi nati nell’Ottocento tra i quali Hoepli, Paravia, Bemporad, Vallardi, Utet, Treves, Sonzogno, Società Editrice Internazionale, Sansoni, seguiti ben presto da giganti come Mondadori e Rizzoli. Senza dimenticare più piccoli ma non meno agguerriti nuovi soggetti dell’editoria di cultura in senso moderno come Bompiani e Einaudi della cui pubblicità, come di quella mondadoriana, ci siamo già occupati in passato (cfr. CHARTA n. 56 pp. 44-49, n. 58 pp. 50-55, n. 68 pp. 42-47).
Anche altre realtà altamente qualitative come l’Istituto Editoriale Italiano di Umberto Notari producevano cataloghi molto curati ma, almeno negli esempi di cui siamo a conoscenza, le illustrazioni non riguardavano la copertina. “L’Eroica” di Ettore Cozzani, dopo avere utilizzato per decenni immagini silografiche, tipiche della omonima rivista e dei libri di sua produzione, fu tentata dalle suggestioni apertamente moderniste degli anni Trenta come ci mostra l’immagine in doppia pagina del catalogo 1938.
Lo stile grafico funzionale, specchio dell’evoluzione delle arti grafiche e figurative soprattutto a Milano e Lombardia, fu recepito ancor prima da Hoepli con le eterogenee copertine commerciali dei suoi grandi cataloghi tematici (Scienze giuridiche, economiche e commerciali 1932 – Arte antica moderna pura e applicata 1933 – Le scienze esatte 1933).
Va dunque precisato che, pur restando prevalente la veste tipografica (dalla più ordinaria a quella graficamente originale), le copertine più vistose e attraenti dei cataloghi sono senza dubbio quelle illustrate da artisti (pittori, incisori e bozzettisti) che, nati tra Otto e Novecento, vivacizzavano le pagine delle riviste, le copertine dei romanzi, gli abbecedari, i libri di testo, i materiali didattici e pubblicitari (pensiamo in particolare alla cancelleria) e nello specifico le pubblicazioni dedicate all’infanzia e alla gioventù.
TRA VECCHIO E NUOVO
Non abbiamo notizia di cataloghi illustrati dal grande Antonio Rubino (1880- 1964), ma ci dà un saggio di quanto belli sarebbero stati il delizioso pieghevole istituzionale realizzato nel 1930 per le edizioni Modadori immaginate come una grande stazione ferroviaria da cui partono i convogli che rappresentano i rami dell’azienda. Di Attilio Mussino (1878- 1954), famoso nel mondo per l’edizione Bemporad di “Pinocchio” lussuosamente illustrata a colori nel 1911, è il classico “primo della classe”, un fanciullo per bene, vestito alla marinara, che sceglie un volume dallo scaffale Vallardi nel catalogo Libri n. 4 del 1924.
Gli epigoni del vecchio stile floreale resistevano ancora nei primi anni Venti: così anche Renzo C. Ventura, pseudonimo di Lorenzo Contratti (1886-1940), il geniale e sfortunato (nel 1923 venne rinchiuso in manicomio dove morì dimenticato) autore della copertina de L’alcova d’acciao di Marinetti (Vitagliano, 1921), decorava con un sobrio mazzo di rose il terzo catalogo (maggio 1921) delle Edizioni Vitagliano, fondate nel 1919 da Nino Vitagliano (1885-1933) e Enrico Cavacchioli e di lì a poco, ormai sull’orlo del fallimento, acquisite assai onerosamente da Bemporad.
AULICI INCISORI
Anche nella bella cascata di libri del catalogo generale Sonzogno del 1922 (soggetto replicato ogni anno con una tinta diversa fino agli anni Quaranta), opera dell’incisore Dardo Battaglini (cfr. CHARTA n. 86, pp. 48- 52), non si rinunciava all’addobbo di due vasi di girasoli. Vasi, ma già più vicini a una stilizzazione déco, che figurano pure nella copertina del catalogo delle Edizioni Agnelli 1926 firmata da Umberto Zimelli (1898- 1972), artista impegnato per decenni in una vasta attività di pittura, decorazione, oreficeria, scultura, ceramica.
A Ezio Anichini, illustratore e cartellonista dallo stile tardo Liberty attivo dall’inizio del Novecento fino agli anni Quaranta e già dai primi del secolo tra gli illustratori del periodico fiorentino “La Scena illustrata”, e al “Giornalino della Domenica” di Bemporad, evidentemente piacevano i cavalli. Infatti negli anni Venti Anichini adornò con destrieri alati le sguardie dei volumi della collana Bemporad “I grandi autori: biblioteca della gioventù e del popolo italiano” diretta da Ettore Fabietti, ed equestre è anche la copertina del catalogo generale delle edizioni dell’editrice fiorentina del 1923.
STILI DIVERSI
Erberto Carboni (1899- 1984), architetto e grafico pubblicitario di fama internazionale, fra le due guerre si dedicò anche a svariati lavori editoriali realizzando per Sonzogno alcune delle più famose copertine dei romanzi di Pitigrilli. Disegnò un paio di marionette settecentesche in scena per la copertina di un catalogo mensile di opere teatrali e musicali (“Drammatica e musica ricreativa”) del 1931 della Società Editrice Internazionale di Torino. Dell’anno successivo è la colonna di libri della Società Editrice Vita e Pensiero realizzata con sapiente prospettiva da Federico Pedrocchi.
Nato in Argentina nel 1907 da genitori italiani, ma rimpatriato con la famiglia già nel 1912, nella sua breve stagione (morì in treno durante un attacco aereo della Raf nel 1945) Pedrocchi si affermò a Milano. Lavorò per “Il Corriere dei Piccoli”, “Jumbo”, “La Domenica del Corriere” e nel 1937 contribuì al lancio del disneiano “Paperino” di cui scrisse e disegnò i primi episodi italiani, collaborando con Enrico Mauro Pinochi (1900-1965) assunto nel 1938 da Mondadori come direttore artistico del settore fumetti e anche lui autore di copertine come quella del Catalogo Diamante 1935 Libri di Lettura Amena, Paravia.
ANCORA BEMPORAD
Sulla figura e l’opera coraggiosa dell’editore Enrico Bemporad (1868-1944) è uscita quest’anno una interessante silloge di saggi dal titolo Paggi e Bemporad editori per la scuola (a cura di Carla Ida Salviati, Giunti, pp. 288, euro 25) corredata di un apparato iconografico che mostra come per l’editrice fiorentina lavorassero molti dei più capaci illustratori dell’epoca. Uno dei più prolifici fu senza dubbio Piero Bernadini (1891- 1974), “figurinaio” dalla vena inesauribile, nonostante la fortissima miopia, che dal 1922 illustrò oltre 160 libri per almeno una ventina tra grandi e piccole case editrici. Dal 1925 collaborò inoltre a decine di periodici illustrati, imponendosi per l’inventiva e uno stile essenziale ed efficace, molto imitato.
Tra le due guerre Bernardini si dedicò anche alla pubblicità del libro sia illustrando cataloghi e cartoline della prima (1922) e seconda (1925) e terza (1928) Fiera Internazionale del Libro di Firenze (cfr. CHARTA n. 73, pp. 60-65) sia a quella delle arti grafiche, dalla stampa all’incisione, disegnando per Raffaello Bertieri e “Il Risorgimento Grafico”. Sue sono la cornucopia libraria in copertina dell’estratto del catalogo delle edizioni Bemporad 1925, ma anche il vecchio bibliotecario sulla scala e il suo giovane aiutante (catalogo generale 1931, La Nuova Italia) e il “mazzo” di volumi del catalogo generale Sansoni 1942 (soggetto poi riutilizzato con una variante grafica nel 1948).
Poco o nulla invece sisa a livello biografico di un altro toscano, Dino Tofani, silografo illustratore di libri scolastici, ideatore della della copertina del catalogo Bemporad 1928 (lancio del libro con la fionda per la III Fiera Interanzionale del Libro) e della marca editoriale (una fontana a cui si abbeverano uccelli) riportata sulla copertina del catalogo generale Bemporad del 1932. Neri Nannetti, in arte Nerino (1890-1962), pittore, caricaturista e cartellonista, dopo l’adesione al Futurismo negli anni Dieci, nel 1923 si associò alla tipografia Benaglia di Firenze creando un suo studio di pubblicità.
La libreria “monolito” in vetro che contrassegna la sua copertina del catalogo Bemporad 1933 rimanda a utopiche città del futuro e vagamente “deperiano” è il Pinocchio danzante del catalogo Bemporad 1935 per la III Mostra Nazionale del Libro per il fanciullo dell’aprile dello stesso anno. Classico è invece il divertente elfo che si aggrappa alla sigla editoriale in quarta di copertina.
SCUOLA FIORENTINA
Uno stile piacevole contrassegnato dal tratto rotondo e morbido è quello con il quale Roberto Sgrilli (1897- 1985) illustrò 140 libri (Bemporad, Sei, Bietti, Hoepli, Paravia, Vallardi eccetera) con una predilezione al mondo dell’infanzia. Fu anche pittore, disegnatore di fumetti e di cinema di animazione, ma il suo egregio lavoro di illustratore, come per molti altri suoi colleghi, attende ancora di essere adeguatamente valorizzato. Come Bernardini e lo stesso Nerino, Sgrilli si dedicò negli anni Venti-Trenta alla realizzazione di soggetti per la promozione della lettura, disegnando anche cartoline per la III Fiera Internazionale del Libro del 1928.
Nel 1926 vinse un concorso indetto da Raffaello Bertieri su “Il Risorgimento grafico” per la creazione di un francobollo pro libro. Sua è la copertina del catalogo Bemporad Edizioni per la gioventù 1935 di simmetrica audacia prospettica. Per Bemporad Sgrilli realizzò, tra l’altro, la copertina dell’Almanacco del ragazzo italiano 1927. Sulla scia stilistica di Bernardini e Sgrilli mettiamo, infine, anche il bergamasco Arturo Bonfanti (1905- 1978), artista approdato all’astrattistimo nel dopoguerra, ma anche grafico illustratore dal tratto originale ed efficace attivo a Milano dal 1926 dove lavorò per periodici, illustrando molto piacevolmente circa trenta libri per ragazzi:
una dozzina di classici della letteratura internazionale della gioventù per Alberto Corticelli (poi Mursia), di cui qui proponiamo la copertina illustrata di un piccolo catalogo del 1941, nonché opere di autori perlopiù italiani per Vallardi, Corbaccio-Dall’Oglio e Signorelli, ma anche per piccoli editori come Impero e Ape.
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