La storica rivista italiana del Collezionismo di Libri, Grafica & Antiquariato. Charta.

La rivista italiana del Collezionismo: Libri, Grafica & Antiquariato

Controcultura e Stampa Alternativa negli anni ’70

Duccio Dogheria, originariamente edito in Charta, 116, pp. 72-77.

Da quarant’anni una casa editrice si pone come voce antagonista nel panorama editoriale italiano. Fondata nel 1970 da Marcello Baraghini, su modello delle alternative press inglesi e americane, Stampa Alternativa ha dato vita a centinaia di titoli di controcultura, legati alla controinformazione, finendo più di una volta in tribunale in nome della libertà di stampa e il suo direttore, a causa di questi libelli, ha dovuto perfino darsi alla latitanza.

Una casa editrice rivoluzionaria che non ha certo lasciato immune il mercato editoriale: a partire dagli anni Ottanta, con la collana Millelire, Stampa Alternativa ha offerto a tutti la possibilità di acquistare un testo di qualità – si pensi alla Lettera sulla felicità di Epicuro, venduta in due milioni di copie – al prezzo di un caffè. Si tratta di un’idea democratica di diffusione e promozione della cultura che dal low cost si è spinta negli ultimi anni al no cost, come ben dimostrano i volumetti della collana Bianciardini, messi in vendita alla simbolica cifra di un centesimo di euro.

Ripercorrere le vicende di Stampa Alternativa non è facile, specialmente per quanto riguarda gli anni Settanta: l’editore non solo non ha più un archivio storico, ma nemmeno una biblioteca completa di tutto il pubblicato. A rendere più difficoltosa l’analisi è inoltre la quasi totale assenza sugli stampati dei dati d’edizione, in primis l’anno di pubblicazione.

Proveremo qui a mettere un po’ di punti fissi, grazie ad alcune interviste a Marcello Baraghini, alla testimonianza di alcuni collaboratori, infine anche attraverso una minuziosa comparazione delle pubblicità editoriali del circuito alternativo presenti in abbondanza in questi opuscoli, che in molti casi hanno risolto intricate questioni di datazione e edizione. Ciò che emerge è comunque solo un primo passo verso una puntuale storia della casa editrice, ancora tutta da scrivere.

L’IDEA E LA CONTROCULTURA A STAMPA ALTERNATIVA DI MARCELLO BARAGHINI

La storia di Stampa Alternativa è indissolubilmente legata a quella del suo fondatore, Marcello Baraghini (Civitella di Romagna, 1943), una vita all’insegna della controinformazione. A vent’anni, nel 1963, è tra i fondatori della LID – Lega Italiana per il Divorzio, associazione che lo avvicinerà al movimento radicale, con il quale porterà avanti anche battaglie antimilitariste e anticlericali. Poco dopo si avvicina al mondo libertario della controcultura, fatto di tanta musica, viaggi fisici… e mentali, tramite l’utilizzo di alcool e droghe leggere.

Sono i tempi delle prime comuni, delle nascenti comunità hippies, dei cappelloni, dei reading di poesia, delle insaziabili letture delle riviste beat provenienti dall’America più alternativa, come il “San Francisco Oracle”. Arriva poi l’autunno caldo del ‘69, che vede Baraghini fortemente attivo nelle università romane occupate, in netta opposizione però con i gruppi della sinistra extraparlamentare, che giudica quasi uno specchio deforme della violenza e del più becero autoritarismo di stato. Da tali presupposti nasce l’idea di Stampa Alternativa, una via anti-autoritaria e anti-ideologica alla controcultura.

Inizialmente solo agenzia di controinformazione, coordinamento e supporto legale ai militanti sparsi per la penisola, Stampa Alternativa inizia presto a diffondere i primi opuscoli autoprodotti, dapprima realizzati solo in ciclostile, poi moltiplicati tipograficamente: un diluvio di pubblicazioni a basso costo, stampate su carta comune con rilegatura a semplice punto metallico, diffuse più in abbonamento e nei circuiti alternativi che in libreria, spesso sotto forma di coedizione con piccole quanto interessanti realtà territoriali.

Questo passaggio è segnato anche dalla nascita del bollettino “Stampa Alternativa”, agile strumento d’informazione e denuncia a cadenza irregolare, dal formato variabile: ne uscirono una trentina di numeri tra l’ottobre del 1974 e il maggio del 1977, oltre ad alcuni numeri tradotti in inglese nel 1975, rititolati per l’occasione “International Newsletter”.

I TEMI DI STAMPA ALTERNATIVA

Queste prime pubblicazioni, oggi purtroppo di difficile reperibilità per via del loro carattere marginale, restituiscono gli umori e le passioni, la gioia e la rabbia degli anni Settanta, così distanti in tutto e per tutto dai nostri. La parola d’ordine, controcultura, ov vero cultura alternativa, trova espressione in alcuni temi-cardine al centro delle varie monografie: la musica accessibile a tutti, le droghe leggere, la vita comune, la sessualità, l’antiautoritarismo in ogni sua forma, l’alimentazione naturale e la salute in genere, il viaggio.

Quest’ultimo argomento, per fare un primo esempio, coniuga in una serie di pubblicazioni dense d’informazioni il genere delle guide turistiche con lo spirito on the road di Kerouac & Co. Da Viaggio in India (1973) ad Andare a Parigi (1977), tali opuscoli offrivano una miniera di consigli ai viaggiatori più squattrinati, dalle bettole ove passare la notte ai locali ove sfamarsi con pochi spiccioli. Dal viaggio reale a quello mentale. Il tema più scottante e ambiguo, quello appunto delle droghe, è trattato a partire da un’analisi apparentemente neutra degli effetti delle singole sostanze, nell’intenzione di superare l’allarmismo diffuso dai mass-media del tempo.

Tra le prime pubblicazioni sull’argomento ricordiamo Superdroga ’73. La documentazione scientifica essenziale sulla droga (1973), del quale tre anni dopo uscì un’edizione ampiamente aggiornata, Droghe & Marihuana (1977). Se da una parte Stampa Alternativa era avversa a tutte le droghe pesanti, eroina e cocaina in testa, dall’altra vedeva favorevolmente l’utilizzo ludico della canapa indiana, tanto da promuoverne l’auto-produzione in un fortunato Manuale per la coltivazione della mariuana (1973), diffuso in mezzo milione di copie attraverso numerose ristampe e edizioni aggiornate, che attirarono presto anche l’interesse… delle forze dell’ordine.

Lo spirito nozionistico di molte di queste pubblicazioni, ritenuto essenziale per un movimento che voleva reinventare l’esistente senza opprimersi con ideologie strutturate, caratterizza numerosi altri stampati, tra i quali segnaliamo per curiosità Comune armata. Manuale di autodifesa e lotta delle comuni (1977), una guida per imbastire in poche mosse una comune agricola, con tanto di istruzioni per costruire una serra, un forno e perfino dei pannelli solari. L’aspetto ludico e creativo, per un movimento che oltre al pane voleva anche le rose, è considerato assolutamente primario.

Sebbene non manchino pubblicazioni dedicate alle arti visive e alla poesia, come la bellissima West Coast Paria (1975), la musica riveste un ruolo centrale ed è approfondita sia da un punto di vista critico che ricreativo. Così, accanto a pubblicazioni come Lou Reed in concerto (1975) e Dylan S.p.A. (1978), feroci attacchi all’avidità dell’industria della musica e dei concerti, troviamo gustosi stampati come Festa continua (1976), un manualetto riccamente illustrato su come autogestire in proprio un evento musicale, completo di indirizzario finale di cantanti e gruppi del circuito alternativo.

E poi le numerose collane, a iniziare da “Voce del Cane”, via via dedicate a singoli gruppi e cantanti, da Jim Morrison a Bob Marley, da Daevid Allen a John Lennon; un filone arricchito negli anni successivi da collane incentrate su specifici generi musicali e accompagnate da vinili, musicassette e – ultimamente – CD musicali. Venendo a temi più impegnati, il movimento femminista è ben documentato in alcune pubblicazioni al tempo molto discusse, stampate in prima edizione o come edizione pirata a basso costo:

ad esempio il Manuale di autocura e autogestione aborto (1975), dedicato a uno dei temi più scottanti del tempo, Anticoncezionali. Dalla parte delle donne (1975), Le streghe siamo noi. Il ruolo della medicina nella repressione della donna (1977), Fantasie sessuali femminili (in coedizione con Limenetimena, 1977), Belle da morire (1977) – controinchiesta sull’industria dei cosmetici –, La politica dello stupro (1977), a cura di Diana Russel, feroce (quanto attuale) atto d’accusa contro la violenza soprattutto domestica.

Dalla violenza privata a quella pubblica, al centro di Polizia. Controinchiesta su abusi ed eccidi delle Forze dell’ordine in Italia dal 1943 al 1976, a cura di Gianni Viola e Mario Pizzola (1976), fino a quella psicologica propugnata da alcune delle più subdole e fraudolente sette mistiche di quegli anni, raccontata in Guru-Cola (1975).

Il libello che però suscitò più clamore fu Contro la Famiglia. Manuale di autodifesa e di lotta per i minorenni (1975), qui riprodotto nella prima edizione in parte sequestrata e distrutta per ordine della magistratura, che condannò inoltre Baraghini a diciotto mesi di carcere per “aver istigato, a mezzo stampa, a commettere i delitti di violenza privata, di furto, di procurato aborto […], per aver messo in circolazione il libro contenente alle pagg. 68-69 un disegno osceno con frasi esplicative, di una donna nuda, con le cosce divaricate […]” (dalla sentenza definitiva).

Nella primavera del 1976 Baraghini, che aveva già alle spalle una condanna a tredici mesi per istigazione all’obiezione di coscienza militare e 137 provvedimenti in corso per reati d’opinione – sempre in nome della libertà di stampa, aveva autorizzato chiunque a utilizzare il suo nome come direttore responsabile per fondare una rivista – si dà per qualche mese alla latitanza nella campagna maremmana, fino al fortunato arrivo di un’amnistia.

NON SOLO ANONIMI

Molti dei testi fin’ora citati sono privi di un vero e proprio autore, o meglio, l’autore è spesso un collettivo, oppure è anonimo; come si era soliti dire al tempo: “autori molti compagni”. Eppure nelle pubblicazioni di Stampa Alternativa di questi anni spicca anche qualche grande nome: da Guy Debord, con La società dello spettacolo (1975) – terza edizione italiana, dopo quella di De Donato del 1968, rifiutata dallo stesso autore, e un’edizione pirata stampata nel 1974 – a Roland Barthes con la sua Leçon (1979) pronunciata nel 1977 al Collegio di Francia, fino a David Cooper, pioniere dell’anti-psichiatria (Chi sono i dissidenti, 1978) e un’autorità del movimento del ’77 italiano, Franco Berardi detto “Bifo” (Primavera ’77. Dossier di A/Traverso, 1977).

E questo solo per quanto riguarda gli anni Settanta; per i decenni successivi ricordiamo tra i tanti: Altan, Bruno Munari, Alda Merini, Ivano Fossati, Sergio Endrigo, Ettore Sottsass, John Giorno, Pablo Echaurren, Jacovitti ed Enrico Baj. Per quanto povere da un punto di vista editoriale, queste pubblicazioni presentano spesso una veste editoriale intelligente, affidata a grafici anch’essi tutt’altro che sconosciuti.

Tra i vari collaboratori, si ricorda in particolar modo Stefano Tamburini, uno dei maestri del fumetto underground italiano, autore per Stampa Alternativa di numerose copertine, da Belle da morire (realizzata assieme a un altro mostro-sacro del fumetto, Massimo Mattioli) a Festa continua, da La Nestlè a Primavera ’77, fino alle due riviste di fumetti alternativi uscite in collaborazione con Stampa Alternativa, “Combinazioni” e “Cannibale”, che già abbiamo avuto modo di conoscere in precedenza (cfr. CHARTA n. 76).

L’autore ringrazia Marcello Baraghini, Matteo Guarnaccia e Michele Mordente per la preziosa collaborazione

PER SAPERNE DI PIÙ

Un militante della controinformazione in E. Cevro-Vukovic, Vivere a sinistra. Vita quotidiana e impegno politico nell’Italia degli anni ’70. Un’inchiesta, Roma, Arcana Editrice, 1976, pp. 191-200

M. Guarnaccia, 1968-1988. Arte psichedelica e controcultura in Italia, Roma, Stampa Alternativa, 1988

P. Echaurren e C. Salaris, Controcultura in Italia 1967- 1977. Viaggio nell’underground, Torino, Bollati Boringhieri, 1999

M. Guarnaccia, Underground Italiana, Malatempora, Roma, 2000, pp.169-174

F. Ciaponi, Underground. Ascesa e declino di un’altra editoria, Milano, Costa & Nolan, 2007

www.stampalternativa.com

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