Noemi Veneziani, originariamente edito in Charta, 181, pp. 48-53.
La seconda protagonista della rubrica dedicata alla letteratura femminile del Novecento è Alba Carla Lauritai de Céspedes y Bertini, meglio conosciuta come Alba de Céspedes. Nata da padre cubano e madre italiana l’11 marzo del 1911 a Roma, Alba ricopre un ruolo importante nella cultura e nella Resistenza italiana durante e dopo l(ultimo conflitto mondiale.
Venuta al mondo in una famiglia progressista e antifascista, de Céspedes resta fedele a questi principi riversandoli nella propria produzione letteraria che spazia dalla prosa alla poesia, fino alla stesura di sceneggiature destinate alla televisione e alla radio. Bilingue per nascita, Alba è costretta fin da piccola a dividere la propria esistenza tra Roma e Parigi, seguendo i genitori spesso assenti.
Andata in sposa a soli 15 anni per ritagliarsi il proprio spazio, inizia a farsi notare nel mondo culturale italiano attraverso un racconto pubblicato sul Giornale d’Italia, esperienza che le apre le porte di altre testate giornalistiche, ben contente di ospitare una penna tanto sagace: è il caso de Il Piccolo, Il Mattino e Il Messaggero
Alba de Céspedes: Esordio Letterario
A seguito di questa esperienza, Alba de Céspedes decide di raccogliere alcuni racconti e di pubblicarli con il titolo L’anima degli altri; era il 1935. Tre anni più tardi fa il suo debutto il primo romanzo, Nessuno torna indietro, che la consacra per il resto della propria produzione letteraria ad Arnoldo e Alberto Mondadori, i quali riescono nell’impresa di far tradurre il testo in ben 22 lingue, facendosi beffe della censura fascista che lo vuole ritirato dal mercato il prima possibile, a causa delle idee promulgate sul ruolo della donna nella società e la possibilità della stessa di essere libera di scegliere il proprio destino e vivere la vita secondo una propria volontà.
Come accade per le giovani ragazze delle quali racconta la piacentina Giana Anguissola – Charta 180 –, le donne protagoniste dei romanzi di Alba de Céspedes sono intelligenti e capaci di cavarsela da sole in ogni situazione, sono figure consapevoli della propria intelligenza e delle proprie capacità e, di conseguenza, critiche nei confronti dell(apparato sociale che le circonda.
All’interno del testo narrativo è facile imbattersi in frasi pungenti e lunghi discorsi, nei quali la voce narrante mette in discussione il mondo intorno a sé, domandandosi per quale motivo le donne debbano essere in svantaggio rispetto agli uomini.
Alba de Céspedes: Impegno Politico e Lotta Femminista
Detto ciò, al nome di Alba de Céspedes è inevitabile non associare la parola “rinnovamento”, espresso attraverso la radio e la televisione ma anche su riviste come quella fondata dalla stessa Alba nel 1944, Mercurio. La pubblicazione diventa ben presto un prestigioso luogo letterario in cui fanno la loro apparizione, tra gli altri, le firme di Alberto Moravia, Ernest Hemingway e Sibilla Aleramo, anche se dopo un notevole successo, la rivista chiude i battenti nel 1948.
Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943 Alba de Céspedes si trasferisce al Sud approdando a Bari e iniziando a collaborare con la radio locale, tentando di diffondere attraverso il racconto della propria esperienza di “resistente” quanto le donne possano essere forti fisicamente e mentalmente.
Contestualmente al proprio ruolo di conduttrice radiofonica, Alba de Céspedes lavora a uno dei suoi successi letterari maggiori, l’affresco di una società distrutta e guastata dalla guerra, dipinto e raccontato dalla voce di una donna; è il 1949 quando Mondadori dà alle stampe Dalla parte di lei. A seguire, la scrittrice decide di dedicarsi alla stesura di un “romanzo denuncia” della condizione femminile riuscendo a dare vita a Quaderno proibito (1952), un libro scritto sotto forma di diario attraverso cui la protagonista indaga la propria posizione di “angelo del focolare” riflettendo circa i compromessi che è stata disposta ad accettare per tutta la vita a causa del suo essere donna.
Sono gli anni Cinquanta e Alba si trova spesso a viaggiare tra Italia, Cuba e Stati Uniti per seguire il marito, nominato Primo Segretario dell’Ambasciata italiana a Washington. Questa esperienza le frutta collaborazioni con alcune testate giornalistiche statunitensi e le dà l’opportunità di dare inizio a una fitta corrispondenza con l’élite culturale italiana dell’epoca – in particolare con alcune importanti voci femminili a lei contemporanee come Maria Bellonci, Anna Banti, Sibilla Aleramo.
Negli anni ’60 Alba de Céspedes decide di trasferirsi in pianta stabile a Parigi dove lavora come consulente editoriale, redattrice di copioni per la radio e la televisione, riuscendo comunque a ritagliarsi il tempo da dedicare alla scrittura: del periodo sono infatti Il rimorso (1962) – romanzo che indaga la crisi dei valori vissuta dalla società durante il ventennio fascista e che lei stessa definisce come sua opera migliore – La bambolona (1967), il suo unico romanzo parigino, Sans autre lieu que la nuit (1973), tradotto dalla stessa Alba e pubblicato per Mondadori tre anni più tardi con il titolo da lei scelto Nel buio della notte.
Alba de Céspedes: La Grande Opera Inclusa
Dal 1939 al 1967 la scrittrice viaggia spesso tra Europa e Cuba, seconda patria a cui sente di appartenere da sempre. Questo è uno degli aspetti che la accomunano all’italo-cubano Italo Calvino, con il quale si incontra diverse volte tra Roma e Parigi, dando vita, insieme, all’Associazione di Amicizia Italia-Cuba.
Forte di questa esperienza, mette insieme una enorme quantità di documenti che le servono da guida nel momento in cui, a partire dagli anni Ottanta, decide di dedicarsi alla stesura di un grande romanzo-saggio dedicato al Fidel Castro e alla Rivoluzione Cubana, dal titolo Con grande amore, pubblicato dalle Ediciones Union dell’Avana e dall’Arci Nazionale di Roma.
Alla morte della scrittrice, avvenuta a Parigi il 14 novembre del 1997 all’età di 89 anni, l’intera biblioteca itinerante e l’archivio cartaceo vengono consegnate nelle sapienti mani della Fondazione Badaracco per poi passare al Fondo Mondadori nel 2009.
Alba de Céspedes lascia dunque alle generazioni future l’esempio di come sia possibile, nonostante le avversità e i tanti ostacoli che costellano l’esistenza umana, trovare la propria strada e perseguirla, muniti di una giusta dose di incoscienza e di intelligenza, denunciando con coraggio e a gran voce le mancanze di una società sempre più complicata.
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